assistenza-anzianiL’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento sulle false 104 frena ed intimorisce le commissioni mediche che si occupano di invalidità civile. La storia che stiamo per raccontarvi arriva da Naro. Protagonista un anziano di 88 anni, Giuseppe Gallo, il quale nonostante sia ammalato di “demenza senile” si è visto negare la pensione di accompagnamento che gli permetterebbe di vivere gli ultimi anni della sua vita in maniera sicuramente più dignitosa. Nonno Giuseppe, infatti, avendo lavorato in campagna come coltivatore diretto, percepisce mensilmente una pensione di circa 500 euro che non gli permettono minimamente di avere una assistenza adeguata perché i soldi non bastano nemmeno a fare la spesa. Ma il colmo di questa vicenda è la bocciatura da parte della commissione medica dell’Inps di Agrigento della sua pratica. Infatti, la commissione pur riconoscendo a Giuseppe Gallo, una invalidità del 100%, non gli assegna nessun vitalizio perché i medici ritengono che possa da solo provvedere ai suoi fabbisogni quotidiani. Ma non è assolutamente così. Giuseppe Gallo, a causa della sua avanzata età ed alla sua malattia non riesce a camminare da solo, usa i pannoloni per i propri fabbisogni fisici, viene imboccato, vestito e messo a letto dai suoi tre figli che a turno si occupano di lui con notevoli sacrifici e disagi anche dal punto di vista lavorativo. Per provvedere a tutte queste esigenze, infatti, i figli di Giuseppe Gallo, devono assentarsi dal lavoro con i vari problemi che ne derivano. “Mi chiedo- dichiara uno dei figli Rino Gallo- come le commissioni effettuino le visite mediche per accertare l’ invalidità. A mio padre- continua il figlio- sono state fatte delle domande che nulla avevano a che vedere con la sua malattia. Nessuno però si è interessato di effettuare una visita medica accurata del paziente. Da sottolineare, poi – aggiunte- l’arroganza con la quale siamo stati trattati non appena contestavamo qualche loro passaggio. Mi domando- aggiunge- se è questo il trattamento che lo Stato riserva ad un uomo che vive con una misera pensione mensile dopo avere lavorato onestamente. Se non avesse avuto noi che fine avrebbe fatto?. Ed allora gli anziani- conclude Rino Gallo- nelle stesse condizioni  di mio padre malati e con pochi soldi come devono continuare a vivere i pochi giorni che gli restano della loro vita?. Questi interrogativi le commissioni mediche non se li pongono prima di esprimersi bocciando le pratiche con motivazioni contraddittorie”?. Adesso i familiari di Giuseppe Gallo, hanno deciso di presentare ricorso a questa decisione rivolgendosi ad un legale di fiducia. Intanto, a nonno Giuseppe, viene negato un suo diritto: quello di usufruire di una assistenza adeguata e migliore.