SCUOLA-BANCHISciopero della fame per contestare la riforma della scuola voluta dal governo Renzi. L’iniziativa choc inizierà oggi a Catania, davanti la sede dell’ex provveditorato, ed i protagonisti sono i segretari generali di Flc Cgil Catania, Antonella Distefano, Cisl Scuola, Pippo Denaro e della Uil Scuola Salvo Mavica. “Cominceremo noi, chi vorrà seguirci saremo qui per tutto il giorno”, ha esordito la segretaria Flc Cgil Distefano.

Da domani, inoltre, in molte città italiane si svolgeranno fiaccolate e flashmob e davanti al Parlamento a Roma ci sarà un presidio permanente, ma certamente l’iniziativa di Catania assume dei connotati piuttosto marcati.


“E’ una protesta estrema, ma fortemente simbolica – ha spiegato Antonella Distefano – perché non è possibile che dopo una mobilitazione di massa dello scorso 5 maggio in tutta Italia il governo sia rimasto sordo e miope”.

Molti sindacalisti hanno più volte contestato la figura del ‘preside-sceriffo’ immaginato dalla riforma Giannini: “Non abbiamo bisogno di un dirigente manager che debba controllare o punire i nostri docenti, che fino ad oggi, malpagati, hanno fatto funzionare una scuola che ha sistemi obsoleti”, tuona Pippo Denaro della Cisl.

Intanto cresce l’attesa per il passaggio in Senato della riforma anche se c’è preoccupazione per il ricorso alla fiducia da parte del premier Renzi: “Sarebbe un altro atto gravissimo –ha concluso Antonella Distefano – Una finta riforma che è un ricatto per la parte che riguarda le immissioni in ruolo, che in realtà dovrebbero essere stralciate ma che vanno avanti assieme al tutto il resto”.

I sindacalisti catanesi hanno ricordato “negli anni passati si sono dimessi ministri di fronte a un “no” così compatto dove milioni di persone sono scese in piazza, ora non succede nulla. Anche questo è un problema di democrazia”.

A Palermo il mondo della scuola si è mobilitato con una grande fiaccolata organizzata dalle sigle sindacali. Nel capoluogo, dopo il corteo, è previsto anche un incontro con il prefetto.

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