Di seguito il testo della lettera inviata dal presidente della Camera di Commercio di Agrigento Vittorio Messina al Ministro dello Sviluppo Economico, sulla revoca delle frequenze ad alcune emittenti agrigentine.
“Il provvedimento a carico di Agrigento Tv, Tv Europa, Studio 98 e Radio Monte Kronio Tv. con il quale si procede alla revoca delle frequenze assegnate, necessita di approfondimenti che non possono non tenere conto delle gravi conseguenze che producono sui livelli occupazionali delle emittenti e sugli equilibri dell’informazione locale.
Risulta, per altro, paradossale che poco tempo dopo l’assegnazione delle frequenze si proceda alla revoca delle stess perché si scopre che interferirebbero con altri canali.
La provincia di Agrigento non può permettersi il lusso di pagare questo prezzo che graverebbe sulle spalle dei lavoratori che rimarrebbero disoccupati e sulle spalle di editori coraggiosi che hanno condotto il loro impegno tra non pochi sacrifici in un contesto nel quale non è certo facile trovare le risorse per mantenere un’attività imprenditoriale a servizio della pubblica informazione.
Certi della sensibilità del Governo e del Ministro competente, riteniamo che ci sarà sicuramente modo di trovare una soluzione tecnica che consenta di superare il problema, di restituire serenità ai lavoratori, agli editori e alle loro famiglie”.
Con i più cordiali saluti
Vittorio Messina
Presidente della Camera di Commercio di Agrigento
Revoca delle frequenze televisive in Sicilia, M5S: “Un provvedimento insensato, interferivano solo sulla carta con quelle maltesi”
Il deputato 5Stelle Mangiacavallo si rivolge alle TV colpite dalla revoca: “Non mollate, il diritto ad una informazione libera passa per tutte quelle piccole realtà che riescono a sopravvivere senza piegarsi ai poteri forti”.
Palermo, 5 febbraio 2016 – E’ datato 2 Febbraio 2016 il provvedimento di revoca delle frequenze televisive presenti nella Regione siciliana ed interferenti, sulla carta, con quelle maltesi. Tali frequenze erano state assegnate e vendute a piccole emittenti locali che, a seguito del passaggio al digitale terrestre, avevano dovuto sopportare anche i costi di adeguamento degli impianti senza ricevere alcun ristoro economico.
“A nome di tutto il gruppo parlamentare del M5S all’ARS, massima solidarietà a tutte le 20 emittenti locali coinvolte dalla determina del MISE di qualche giorno fa – dichiara Matteo Mangiacavallo, deputato regionale – chiedendo loro di non mollare, soprattutto di fronte alle scelte di un governo che vorrebbe scambiare professionalità, passione e libertà di informazione con un piatto di lenticchie. Dal canto nostro rinnoviamo l’impegno di fare la nostra parte. Il diritto ad una informazione libera passa principalmente per tutte quelle piccole realtà che riescono a sopravvivere senza piegarsi ad un potere che abbiamo visto, in questo caso più che in altri, è gestito da un governo incapace di trovare soluzioni alternative”.
“Soluzioni che potevano e dovevano essere trovate – continua Mangiacavallo – ancor prima di questa determina. Bastava e basterebbe rivedere tutti quegli spazi sovradimensionati assegnati, ad esempio, a tutte le aziende di portata nazionale che attualmente non vengono utilizzati. Ma ancor prima, a nostro modesto avviso, andavano contestate e verificate le presunte “interferenze” denunciate dai Paesi limitrofi. Malta, giusto per citare la diretta “concorrente” delle frequenze siciliane, è raggiunta soltanto da emittenti che utilizzano il ripetitore di Monte Lauro – Buccheri, nel siracusano, per cui è incomprensibile il taglio orizzontale della “linea spezzata” 2014 del MISE che coinvolge anche il trapanese e l’agrigentino. Le tre emittenti in provincia di Agrigento che si sono viste soffiare le frequenze sotto il naso, RMK, Studio 98 e AG.TV, difficilmente potrebbero portare il loro segnale fino a Malta”.
“Ma questi sono aspetti secondari di una vicenda paradossale – conclude il deputato del M5S – in cui lo Stato commette l’errore di vendere frequenze televisive che in breve tempo sono diventate inutilizzabili e, invece che metterci una pezza, fa pagare questo errore ai cittadini. Ci auguriamo che il paventato “bavaglio” a TeleJato, poi fortunatamente scongiurato, non debba concretizzarsi altrove, in una Sicilia in cui scarseggia il lavoro e dove il governo taglia quello che rimane”.
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“Il settore della emittenza locale continua a essere bersagliata. Se non bastasse la profondissima crisi nella quale sono piombate gran parte delle Tv dell’Isola, provocata dall’assenza di trasferimenti pubblici e la più complessiva carenza di risorse private, adesso è lo Stato a stabilire che 20 televisioni, tra le quali le agrigentine AGRIGENTO TV, RMK TV, TV EUROPA e STUDIO98, dovranno spegnere le frequenze individuate come ‘inquinanti’ con quelle maltesi. Una decisione che, sebbene in molti casi non fermerà l’attività svolta dalle stesse, non tiene comunque conto dell’importanza che le emittenti locali rivestono sul territorio.
Nell’auspicare che, a livello nazionale, si possa trovare una soluzione che salvaguardi i lavoratori e gli editori, non possiamo che esprimere il nostro disappunto rispetto al danno che anche il nostro territorio ne potrebbe avere in termini di impoverimento del dibattito democratico, di perdita di posti di lavoro e della pluralità dell’informazione.
A tutti i colleghi e agli operatori della comunicazione va la nostra solidarietà per questa, ennesima, dura prova”.
Gero Tedesco
Gioacchino Schicchi
Dario Broccio


















