canicatti-veduta-dal-castelSiamo a Febbraio del 2016 e già dall’inizio dell’anno, si comincia a respirare una ventata di novità nell’aria.
Sono di quelle piacevoli sensazioni, che si vivono in determinati periodi dell’anno, per esempio il 31 dicembre quando la speranza è sempre la stessa …  e cioè che il nuovo anno sia migliore di quello vecchio, quando, da piccoli, si cambiava la fidanzata col desiderio che la successiva fosse migliore della precedente, o perché magari ci si era stancati di quella di prima …  quando si comprala stessa identica auto ma nuova e si spera che sia più veloce, più comoda abbia consumi  inferiori e comunque prestazioni superiori, oppure ogni cinque anni, ad esempio, quando ci si prepara alle competizioni  elettorali.
Ops  … si è detto qualcosa che non si doveva dire?
E’ una semplice constatazione di fatto che ha l’obbiettivo di indurre i lettori riflettere e l’auspicio di non indurre i peccatori in tentazioni …
Per esprimere meglio il concetto, utilizzeremo un sillogismo facendo riferimento a ciò che accade, ad esempio, in Sardegna, percorrendo la strada che  va verso Porto Cervo, dove fino ad un certo punto si vede un paesaggio usuale ed anche un po’ banale, fin quando si arriva al cartello con la scritta “Ben venuti a Porto Cervo”  che rappresenta la linea di demarcazione  che scandisce un  improvviso cambiamento.  L’unica differenza è, che in questo caso ci si trova davanti ad un minimo di concretezza, mentre nelle affermazioni che si andranno a fare non si sa.
Il concetto forse ancora non è molto chiaro, quindi proviamo ad esprimerlo meglio.
Ci troviamo a Canicattì ridente cittadina di circa  30/45 mila abitanti visto che  la popolazione subisce delle oscillazioni periodiche, dove fino ad ora tutto era andato come al solito …  o forse sarebbe meglio dire non è andato … beh !!! non fa nessuna differenza …
Adesso all’improvviso sembra che stia cominciando a cambiare tutto.
In una città dove regna sovrano un individualismo esasperato ed una forma di abnegazione all’associazionismo, alla collaborazione ed al concetto di team, si comincia a parlare di sinergia, unione, gruppo, scambio di idee … … … ecc ecc ecc.
In un contesto dove dicevano gli avi, il naso sta al centro perché l’occhio sinistro non può vedere il destro, all’improvviso tutti quanti scoprono di voler bene questa città, di volersi spendere per il nostro paese, di voler garantire un futuro ai nostri giovani perché loro sono la speranza del futuro, ma sono disperati nel presente e sono nati poveri perché erano indebitati fin da quando erano nel grembo materno.
Individui che salutavano solo dopo aver completavano la raccolta punti ad _ punto per volta tipo bollini del Mulino Bianco, adesso si disegnano un sorriso a 64 denti e cominciano a salutare ad un km di distanza. L’altro giorno un tizio che aveva il piacere di salutare un vecchio amico col quale non si parlava da anni a cominciano a suonare con la propria auto al punto che le auto che stavano davanti si sono messe da parte perché pensavano che si trattava di una corsa al pronto soccorso.
L’invito che rivolgiamo a chi desidererà leggere questo articolo, è quello di ricordare quanto scritto e verificare di persona i comportamenti che qualcuno inizierà a fare in questi giorni.
Un’altra circostanza che si verificherà a giorni, è quella dell’apparizione di gente ormai scomparsa da anni … non si tratta di un  affermazione sacrilega, dire che assisteremo alla riesumazione di individui che magari si pensava fossero morti da anni. Questi  individui sono quelli che hanno la presunzione e l’arroganza di parlare dei problemi della nostra città perché, evidentemente, muniti del dono dell’ubiquità. Infatti a distanza riescono a monitorare i problemi della nostra e della loro città, che proprio perché la vogliono tanto bene sono andati via.
In conclusione di quanto detto ci sentiamo di lasciarvi con una citazione famosa, la spiegazione e gli effetti benefici che produce, ovviamente descritte con la famosa tecnica, ormai molto utilizzata ed usuale del copia e incolla:
“Meditate gente meditate”
Quando con questo slogan Renzo Arbore faceva pubblicità alla birra, non sapeva che era uno dei migliori consigli che si possano dare.
I benefici della meditazione sono tali da sembrare, francamente, incredibili.
Sorprendentemente a darcene una prova certa è proprio la ricerca scientifica e con una mole di dati davvero impressionante.
Ecco il quadro che ne emerge, e che giustifica ampiamente l’enfasi di questa frase:
1)     Chi pratica correttamente la meditazione si ammala molto meno degli altri. Nelle patologie gravi, la riduzione è del 50% nella fascia di età fino ai 40 anni. Oltre i 40, proprio quando abbiamo maggiori problemi di salute, la riduzione arriva fino al 67%. Tra la malattie gravi sono incluse ad esempio cancro (-53%), respiratorie (-73%) cardiovascolari (-87%).
2)     La meditazione è stata sperimentata in molti casi che presentavano patologie gravi non-responder (in cui la farmacologia non ha dato risultati), dando sempre una percentuale di successo significativa.
Per quanto riguarda la qualità della vita, gli effetti sono altrettanto eclatanti.
Chi pratica la meditazione vive più serenamente, accetta meglio le avversità di tutti i tipi ed ha più successo nella vita.
Questo aspetto, che a prima vista può sembrare strano, deriva da un diverso atteggiamento che assume spontaneamente, e che coinvolge anche le altre persone stimolandole a collaborare, a trovare soluzioni positive, a lavorare assieme con piacere.
La meditazione porta un miglioramento del sonno, della capacità di divertirsi e di godere delle gioie della vita, ed un aumento del tempo a disposizione, dovuto alla maggior efficacia con cui si affronta tutto.
Domenico Lodico