Il cammino della Finanziaria è ripreso stamattina all’Assemblea regionale siciliana fra polemiche e tensioni. L’aula ha approvato l’articolo 41 che prevede l’affidamento ai Comuni della gestione amministrativa dei beni del demanio marittimo. Con l’articolo 43 si sancisce invece la “destagionalizzazione delle attività complementari”, lidi o attività balneari.
La polemica è scoppiata all’interno della maggioranza dopo l’intervento del capogruppo dell’Udc, Mimmo Turano, che ha parlato di “una sanatoria nascosta” perchè permette ai titolari dei lidi balneari di potere mantenere le struttura anche entro la fascia protetta dei 150 metri dal mare.
“Con l’articolo 43 stiamo facendo un torto a tutti gli esercizi commerciali autorizzati primi del 1976 il cui adeguamento per ottenere la concessione è stato rigorosissimo”, ha spiegato Turano intervenendo in Aula, e annunciando “il voto contrario” contro “quella che mi appare come una sanatoria camuffata da mantenimento tutto l’anno di strutture balneari precarie”.
Non la pensa così l’assessore per il Turismo Anthony Barbagallo, secondo cui “l’apertura delle strutture balneari tutto l’anno rappresenta una svolta importantissima per il rilancio del turismo in Sicilia e contribuirà al processo di destagionalizzazione dell’offerta turistica”.
Per Mariella Maggio, presidente della commissione Territorio e Ambiente, sono stati approvati “due articoli importanti che aprono un nuovo percorso di gestione e valorizzazione del demanio marittimo in Sicilia”. Altro tema scottante per la maggioranza quello delle Partecipate, Sicilia e-Servizi e Riscossione Sicilia. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta ha detto di essere intenzionato a chiedere una verifica di maggioranza.


















