agricoltura1L’On. De Paolo Castro, eurodeputato, componente della Commissione per l’agricoltura e sviluppo rurale, nonché ex Ministro italiano ha risposto, con una nota indirizzata al sottoscritto, alla lettera da me spedita all’Europa qualche giorno fa.

Nella nota De Castro “ringrazia per l’interesse manifestato nelle attività del Parlamento Europeo e, in particolar modo, per l’impegno a difesa dell’agricoltura italiana e siciliana”. Aggiunge che “i nostri prodotti agricoli rappresentano una riconosciuta eccellenza e un motivo di vanto non solo a livello europeo, ma mondiale”.


Comunica di aver votato contro il provvedimento della Commissione Europea che autorizza l’import di olio tunisino confermando che “si tratta di una misura sbagliata sia nelle modalità che nei tempi di applicazione” perché la Tunisia, secondo De Castro, va “aiutata con provvedimenti diversi, che sostengano davvero le imprese locali non favorendo la diffusione di pratiche fraudolente da parte di alcuni imprenditori del Sud Europa”.

In sostanza c’è piena sintonia col pensiero da me espresso (e diffuso tra i più) che questa autorizzazione massiccia all’import estero non fa che asfissiare un comparto già stremato che non reggerà agli ennesimi colpi sferrati alla nostra economia.

Pertanto, dopo aver ringraziato l’ex Ministro italiano per la sensibilità finora dimostrata nei confronti degli agricoltori, agendo a reale sostegno degli stessi con il suo voto contrario all’import tunisino a Strasburgo, ho deciso di chiedere all’On. De Castro, con successiva lettera, uno sforzo ancora maggiore di quello già compiuto.

Ho chiesto di insistere, con noi al suo fianco, con una “proposta di risoluzione”, con una “mozione” che blocchi queste importazioni scellerate e violente contro il nostro comparto.

Nonostante sia certo, infatti, dell’impegno profuso dai Parlamentari italiani contro la mercificazione degli interessi del mezzogiorno, qui al Sud permane la sensazione di essere troppo lontani da Bruxelles e ….abbastanza soli. Viviamo di agricoltura, per noi non è un mercato alternativo, è il principale.

Per questo motivo mi sono impegnato a diffondere presso tutti i mezzi stampa la lettera dell’Eurodeputato  On. De Castro e la mia ulteriore richiesta: per dare un segnale alla gente comune che lavora nei campi giorno e notte, che l’Europa ha letto e sta ascoltando la voce del Sud, di quel Sud che produce primizie, col sole migliore, l’aria più pulita e la terra più sana. Quel Sud che è costretto a SVENDERE IL PROPRIO SUDORE e che con estrema dignità non chiede aiuto, ma dicerto, non è in condizione di aiutare altri.

Dott. Carmelo Pullara