salvaggio-fiammaLa federazione agrigentina del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dopo aver appreso dalle notizie di cronaca degli scorsi giorni la vicenda dei coniugi De Leo di Agrigento, esprime solidarietà nei loro confronti e invita le pubbliche istituzioni, a partire dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto, a intervenire moralmente e materialmente per restituire quei requisiti minimi di vita dignitosa che dovrebbero spettare di diritto a ogni individuo.
Per chi non lo sapesse, il sig. De Leo, 44 anni, dopo il fallimento dell’azienda in cui lavorava non ha trovato occupazione presso altre strutture e, non avendo più risorse economiche alle quali attingere per pagare l’affitto dell’appartamento in cui abitava, ha subito lo sfratto. Da circa sei mesi De Leo vive insieme alla moglie nella propria auto, in cui ha trasferito vestiti ed effetti personali. Per lavarsi i coniugi si servono di una bacinella utilizzando l’acqua di un rubinetto ubicato nel piazzale dove sostano, e mangiano grazie alle generose donazioni di alcuni abitanti della zona. Una situazione insostenibile che ha spinto De Leo a rivolgersi al sindaco di Agrigento, il quale però gli ha comunicato che non avrebbe potuto aiutarlo. Ci permettiamo di stigmatizzare tale risposta: ci rendiamo conto che le falle del sistema di assegnazione delle case popolari esulano spesso dalla responsabilità degli amministratori locali, e non a caso in quanto Movimento Sociale Fiamma Tricolore abbiamo a più riprese caldeggiato l’introduzione e l’attuazione del Mutuo Sociale (Proposta di legge: http://www.fiammaravenna.it/MutuoSociale.asp Opuscolo informativo: http://www.fiammaravenna.it/Dati/opuscolo_fiamma2.pdf); ci rendiamo conto che l’assegnazione di posti di lavoro non rientra la tra le competenze dei Comuni; pur non di meno, essendo il Sindaco il rappresentante dell’intera collettività, tanto dei cittadini più fortunati quanto di quelli meno abbienti, rientra tra i suoi doveri quello di esprimere vicinanza a chi si trova in una situazione di difficoltà, peraltro per colpe non sue, e attivarsi in modo tale da sensibilizzare e sollecitare l’opinione pubblica, il mondo del lavoro e l’intera comunità al fine di un doveroso reinserimento sociale.
Nella speranza che chi di dovere non rimanga sordo al nostro invito, rinnoviamo la nostra solidarietà nei confronti dei coniugi De Leo e ci rendiamo disponibili a sostenere e difendere ulteriormente le loro istanze.