“Le demolizioni dei manufatti abusivi a Licata proseguiranno regolarmente. Questo episodio, per quanto grave, non impedirà il proseguimento delle demolizioni”. Lo ha detto il Procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale, a margine della visita del ministro dell’Interno Angelino Alfano, in visita a Licata dopo l’attentato alla casa del sindaco ‘anti abusivi’ Angelo Cambiano.
La Procura ha aperto un’inchiesta per minacce e incendio, per ora contro ignoti.“Sarà difficile identificare i soggetti che hanno appiccato il fuoco anche sugli ‘ispiratori’ possiamo avere delle idee…”. Di più non ha voluto dire. “Abbiamo un’ipotesi che possiamo formulare – si limita a dire – ma non possiamo scendere nei dettagli”. Presente a Licata, oltre a Di Natale, anche il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo.
Intanto la procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, al momento a carico di ignoti, per abuso, falso e omissione di atti d’ufficio. L’obiettivo dei magistrati è quello di verificare i motivi per cui negli ultimi quindici anni nessuno degli amministratori precedenti ha provveduto ad avviare le demolizioni dopo che la sentenza della Cassazione aveva dichiarato abusivi 300 immobili. Inoltre la procura indaga sul fatto che in questi anni il Comune non ha mai riscosso i tributi comunali dai residenti delle case abusive pur iscrivendole in bilancio.
“Noi siamo con lei”. È quanto ha affermato l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, incontrando ieri sera nel municipio di Licata il sindaco Angelo Cambiano per esprimere tutta la sua solidarieta’ e vicinanza dopo l’atto criminoso di cui e’ stato vittima nei giorni scorsi. L’arcivescovo era accompagnato dai parroci della cittadina, ai quali si e’ rivolto osservando che “se l’illegalita’ diventa la cosa normale per gestire la convivenza civile questo e’ segno che il nostro annuncio non c’e’”, aggiungendo che “anche noi diventiamo responsabili di questa situazione quando nelle nostre parrocchie parliamo di tante cose e non parliamo mai di educazione al bene comune e di rispetto delle norme”. “Il ritrovarci insieme a lei – ha concluso il card. Montenegro, rivolendosi al sindaco – e ascoltare le sue parole diventa per noi momento di riflessione e presa di coscienza per fare diventare il Vangelo non un bel raccontino ma annuncio che scuote le coscienze”. I parroci di Licata si sono augurati che “scossa da questa notizia, tutta la cittadinanza possa infrangere il muro di omerta’ aprendosi al rinnovamento e alla speranza” e hanno invitato i concittadini a “essere forti nel rigettare ogni tipo di violenza” e trovare possibili vie di soluzione “in un confronto leale, disposti a un grande gesto di riconciliazione sociale e spirituale” e ad “aggrapparsi fortemente all’onesta’ e alla giustizia”. Il sindaco Cambiano nel corso dell’incontro ha confermato che “non mollero’ la battaglia per un solo istante”


















