Quanto pesano i cattolici in politica? Leggendo l’articolo del direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, pubblicato su Vita Pastorale, si evince che il peso politico dei cattolici è zero, e gli effetti negativi si vedono, anche nella provincia di Agrigento che gode di una invidiabile storia politica cattolica.
Come avevamo scritto in un articolo, alla luce dell’astensionismo mai registrato alle precedenti elezioni, le popolazioni agrigentine hanno smarrito la speranza e, con essa, anche le fiducia nelle istituzioni. Il male, prima di essere sociale e politico, è culturale. Non c’è più brutto quando non si riesce più a pensare. Non rimane altro che fuggire. È quello che stanno facendo i nostri giovani, svuotando i Comuni della forza più trainante, del progetto per il futuro. I giovani andando via portano con loro la valigia di progetti, di sogni e di speranze.
In questo Novecento, appena trascorso, i cattolici, attingendo all’insegnamento sociale della Chiesa, ‘esperta in umanità’, come ebbe a dire Paolo VI, consentirono le grandi riforme sociali – del latifondo, del lavoro, della previdenza, della scuola, della sanità, della casa, del diritto di famiglia… – che cambiarono l’assetto dello Stato risorgimentale che ben poco aveva fatto per il Sud, la Sicilia e la provincia di Agrigento, anzi aveva contribuito ad aumentare il divario con il Nord industrializzato.
Questo cambiamento fu possibile perché i cattolici furono forza di dialogo tra le diverse correnti di pensiero e d’incontro di classi, dialogando con i socialisti di Pietro Nenni, i repubblicani di Ugo La Malfa, i liberali di Malagodi e financo con i comunisti di Berlinguer, quando ci fu estremo bisogno negli anni ’70, periodo sconvolto dalla svalutazione della lira e dal terrorismo. Questo dialogo fu favorito da due valori tipici della cultura cristiana: il Bene Comune e la centralità della Persona, due valori che sono a fondamento della nostra Carta Costituzionale che si accinge a celebrare il suo 70° anno. In questo Novecento, inoltre, i cattolici contribuirono in modo determinante a cementificare l’unità nazionale con l’Azione Cattolica, la prima associazione a carattere popolare e nazionale diventando veicolo di valori patriottici: l’identità cristiana, la difesa della propria etnìa, la promozione del volontariato, il processo di alfabetizzazione… E qui ci fermiamo, per i limiti di un articolo di giornale. Da un ventennio, l’insegnamento sociale di questa Istituzione, definita ‘esperta in umanità’, non ha alcun peso. I cattolici sono rimasti schiacciati e in una posizione servile alla sinistra massimalista e alla destra Berlusconiana. Quel rimasuglio rimasto di cattolici si è accontentato di briciole di potere, di qualche ministero spesso di poco conto o di sottogoverno, pur di campare; è stato un tirare la corda o farsi tirare dalla corda o presi per la corda. Perduta la centralità del pensiero cristiano, lentamente, pezzo dopo pezzo, lo Stato sociale è stato smantellato, la solidarietà è divenuta un lontano ricordo, ognuno cerca di arruffare un pezzo d’osso a discapito dell’altro, i valori su cui si fonda la Costituzione sopra ricordati sono divenuti uno sbiadito ricordo. Nel Sud, in Sicilia, in provincia di Agrigento, sono calati, uno dopo l’altro i colossi finanziari per prelevare ed esportare altrove i nostri depositi, lasciando briciole al credito delle aziende agrigentine. Anche il glorioso Banco di Sicilia fu rosicchiato.
In questi anni, si sono affermati nuovi latifondi che stanno svuotando le magre tasche dei cittadini della provincia di Agrigento: gestione delle acque e dei rifiuti che in un anno sottraggono quasi due mensilità di pensione, lasciando il pensionato in asso ed incapace di pagare le medicine di cui ha bisogno.
Oggi più che mai si averte l’esigenza di una presenza dell’insegnamento sociale della Chiesa, interpretato da cattolici e non cattolici anzitutto credibili. Ma rimane il problema: come partire? Se qualcuno aspetta un’indicazione piovuta dall’alto, può scordarselo. Dall’alto si possono creare contenitori di voti in cerca di poltrone più o meno comode; contenitori che si riempiono e si svuotano secondo il migliore offerente. I partiti, invece, partono dal basso, dalla base, con idee coraggiose, e resistono all’usura e alle tentazioni. Hanno una spina dorsale solida. Essi non sono in vendita per un pugno di lenticchie. Essi aggregano su temi vitali, capaci di disintegrare quei due o tre latifondi che soffocano la nostra debole economia, basta pensare la gestione dei rifiuti, cercando politiche alternative e guadagno per l’utenza o studiare come evitare che la Sicilia e la provincia di Agrigento non siano i ‘granai’ economici del nuovo impero che scoraggia il credito alle aziende nostrane e non favorisce la circolazione della moneta aumentando il rischio d’investimento che fa aumentare il tasso d’interesse per il rischio causato dalle stesse banche per la mancata circolazione della moneta, dovuto al credito non concesso che, a sua volta fa aumentare il rischio e, di conseguenza, il tasso… e così via, rendendo le nostre aziende per niente competitive con quelle del Nord e di altri Stati ed impedendo di battere la disoccupazione e, di conseguenza, svuotando i Comuni di giovani che partono in cerca di speranza dopo aver lasciato una provincia senza speranza alcuna.
Don Antonio Sciortino – nativo di Delia – dopo aver rilevato l’esigenza dell’attualità dell’insegnamento sociale della Chiesa nella vita politica, alla luce dei risultati ottenuti nel Novecento, si mostrava titubante circa un nuovo raggruppamento dei cattolici in una nuova ‘Democrazia Cristiana’. Nemmeno don Luigi Sturzo ci credeva, e noi con lui, ma sparpagliati i cattolici incidono quanto il 2 di Bastone, un esempio che si addice in questo periodo in cui si gioca a carte. Considerato che l’insegnamento sociale cristiano è aperto a tutti, credenti e no, sono i problemi che scottano sulla pelle dei cittadini, come il sole di Luglio, che devono consentire un nuovo raggruppamento.
In questo ventennio abbiamo assistito alla politica del muro contro muro, del contrappeso, dei sordi e del più cupo pragmatismo, tanto che a legislazione quasi conclusa circa cinquecento parlamentari si sono spostati da uno schieramento all’altro senza alcun pudore, perché il pudore è venuto meno. Ma anche la qualità della rappresentanza politica si è abbassata a qualsiasi livello.
Con il dovuto rispetto per i parlamentari regionali eletti nella provincia di Agrigento, troppa è la distanza tra essi e coloro che cambiarono l’assetto dello Stato risorgimentale: Luigi Giglia, Mario Bonfiglio, Giuseppe La Loggia, Gaetano Trincanato… per citare alcuni che sono passati a miglior vita, i cui nomi sono inseriti nella storia politica siciliana. Essi furono grandi perché attinsero a quel genuino insegnamento sociale della Chiesa, da cui scaturiscono quei valori di cui oggi abbiamo urgentemente bisogno.
Oggi come allora, Sinistra e Destra hanno bisogno urgentemente di una forte componente politica che sappia dialogare con le diverse e distante posizioni. Una componente politica che non sia di prefisso telefonico, né di stampella, né miserevole né servile ma forte, attraente, con un consenso elettorale davvero trainante tale da diventare forza di dialogo. È la società italiana che la richiede, in modo urgente per evitare il baratro. Questo patrimonio non si inventa, ma si possiede e si attinge a Colei che è ‘esperta di umanità’, di cui i cattolici sono sostenitori e sognatori ad occhi aperti.
Enzo Di Natali


















