La Roma di Pasolini è trattata da molte guide turistiche. Il poeta e regista (ma anche romanziere, traduttore, pittore e intellettuale) giunse nella Capitale nel 1950 e vi trascorse praticamente tutta la seconda parte della sua vita. Viste le numerose ambizioni artistiche di Pasolini, il rapporto che ebbe con Roma fu qualcosa di molto diverso da quello che solitamente lega una persona con la città in cui abita: la Roma di Pasolini è onnipresente nei suoi lavori di quegli anni, tanto che oggi molti sono molti gli appassionati che intraprendono un tour dei luoghi cari a questa figura così complessa e carismatica.
Per il suo primo film, Accattone, il regista scelse Pigneto: all’epoca a vocazione popolare, oggi questo quartiere ha cambiato pelle, diventando un centro della movida come tanti altri, a Roma, ma omaggia comunque Pasolini con il graffito di via Fanfulla da Lodi – un inconfondibile occhio che guarda le strade, i passanti e la vita stessa. Il contatto con la classe proletaria però nasce prima, agli esordi romani di Pasolini, che abitò prima in Piazza Costaguti e poi non lontano dal carcere di Rebibbia, in una casa che non aveva neppure il tetto. In questi anni Pasolini scrive molto ed è difficile non considerare il peso che ebbero le condizioni economiche sulla natura della sua poetica.
Andando molto più in là nel tempo, un luogo molto caro a Pasolini fu il cimitero acattolico di Testaccio, dov’era solito recarsi per visitare le tombe di contemporanei come Bellezza e Gadda così come di importanti personaggi storici quali Antonio Gramsci – cui dedicò un versetto – e come il poeta Percy Shelley. Costruito nei primi anni del ‘700, questo cimitero ha una storia molto particolare: dal momento che le norme della Chiesa vietavano la sepoltura in terra consacrata dei non cattolici, degli attori e dei suicidi, i morti facenti parte a tali categorie erano inumati appena fuori dalle mura, ed esclusivamente di notte.
Pasolini però riposa in un sepolcro molto semplice a Casarsa della Delizia, il vecchio borgo grigio e immerso nella più sorda penombra di pioggia – per dirlo con le sue parole – dove trascorse parte dell’infanzia. Questo a seguito della tragica e controversa morte che lo colse a Ostia, sul litorale, dove venne ritrovato cadavere il 2 novembre del 1975. A ricordarlo, oggi, sorgono sculture e opere e un Parco Letterario dedicato a suo nome.


















