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Sea Watch, arresti domiciliari per la comandante, Salvini: “Comportamento criminale su nave pirata”

Scritto da il 29 giugno 2019, alle 13:28 | archiviato in Agrigento, lampedusa, Politica. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Andrà agli arresti domiciliari Carola Rackete, la comandante della Sea Watch arrestata all’alba dopo aver violato l’alt della Guardia di Finanza ed essere entrata nel porto di Lampedusa speronando una motovedetta delle Fiamme Gialle nel tentativo di arrivare in banchina. I domiciliari sono stati decisi dalla Procura di Agrigento che la accusa di resistenza e violenza a nave da guerra e tentato naufragio.

La comandante, arrestata in flagranza, ha indicato un’abitazione a Lampedusa come domicilio in cui scontare gli arresti. Entro 48 ore la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, dovrà chiedere al gip la convalida dell’arresto. Il giudice delle indagini preliminari ha altre 48 ore per fissare l’udienza, che si terrà ad Agrigento, in cui si dovrà decidere se convalidare o meno il provvedimento. Secondo quanto si apprende, Carola Rackete non verrà processata per direttissima, ma il caso seguirà le vie ordinarie. Le accuse che i pm le rivolgono sono la violazione degli articoli 1100 del codice della navigazione, che sanziona con la pena massima di 10 anni chi fa violenza o resistenza a una nave da guerra, e il tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, e sanzionato con la pena massima di 12 anni. La Procura, nelle prossime ore, valuterà anche se ci sono profili di reato nella condotta dell’equipaggio della nave. Nessuna responsabilità è invece configurabile per i parlamentari che sono a bordo della Sea Watch.

Comportamento criminale della comandante della Sea Watch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza. Ha fatto tutto questo con dei parlamentari a bordo tra cui l’ex ministro dei trasporti: incredibile”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Stanotte comportamento criminale della comandante (tedesca) della nave pirata (olandese) che ha tentato di schiacciare contro la banchina del porto di Lampedusa una motovedetta della Guardia di Finanza, con l’equipaggio a bordo, mettendo a rischio la vita degli agenti. Delinquenti! Io sto con le Forze dell’Ordine, io sto con la Legge, io sto con l’Italia”, ha poi scritto Salvini su Facebook, postando un video che ritrae il momento in cui si è verificato il rischio di collisione tra la nave olandese della ong e una motovedetta della Guardia di Finanza nel porto di Lampedusa.

“Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”. Lo dice il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio in merito all’arresto di Carola Rackete.

Un primo alt non rispettato. Poi un secondo tentativo, vano, della Guardia di Finanza, di bloccare l’ingresso in porto della Sea Watch.
L’imbarcazione, guidata da Carola Rackete, non si è fermata e alle due della scorsa notte è entrata in porto dirigendosi verso la banchina. Una motovedetta delle Fiamme Gialle ha cercato di evitare l’attracco spostandosi davanti alla banchina avanti e indietro, la comandante, entrata di poppa, ha speronato la nave delle Fiamme Gialle. Una manovra molto rischiosa, dicono gli inquirenti, che ha messo in pericolo l’incolumità dei migranti e dell’equipaggio a bordo e dei militari della Finanza che erano sulla motovedetta. A terra intanto ad assistere alla scena c’era un gruppo di sostenitori della giovane capitana e un altro gruppo, guidato dalla ex senatrice leghista Angela Maraventano. Per tenerli separati ed evitare tensioni sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Alle due ad Agrigento si è riunito d’urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

“Attendo la relata di notifica del provvedimento della Guardia di finanza. Il decreto Sicurezza bis prevede una sanzione da 10 mila euro a 50 mila euro sia per il comandante della nave che per il proprietario e l’armatore. Valuterò non appena avrò il provvedimento”. Lo dice il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, in merito alla Sea Watch. “Sono sulla linea d’azione del decreto Sicurezza bis e del Viminale – aggiunge il prefetto – . E’ una situazione molto delicata perché adesso, si è sovrapposta anche l’inchiesta penale”.

“Si difenderà davanti al giudice, è stanca e stressata come l’avete vista tutti quando è scesa dalla nave”. Così l’avvocato di Sea Watch, Leonardo Marino, ha risposto ai giornalisti all’esterno della caserma della Guardia di finanza a Lampedusa, dove la comandante Carola Rackete è rimasta per oltre sette ore. L’avvocato ha confermato che la donna sarà agli arresti domiciliari a Lampedusa e che l’udienza di convalida dell’arresto si terrà nei prossimi giorni. Nel periodo trascorso in caserma, secondo l’avvocato, non è stato ricostruito quanto accaduto stanotte: “Le sono stati notificati degli atti, il verbale di sequestro e di arresto e la notifica della sanzione in base al decreto Salvini, niente di più”.

La “Sea Watch3”, allontanata – per non creare problemi ai collegamenti aerei e marittimi – dal porto di Lampedusa, è sotto sequestro probatorio eseguito dalla Guardia di finanza, provvedimento che dovrà essere convalidato. Impossibile, secondo quanto si apprende, per il prefetto di Agrigento procedere al sequestro amministrativo previsto dal Decreto Sicurezza bis e non soltanto perché appunto la nave della Ong tedesca è già sotto sequestro, ma perché il Dl prevede, per fare scattare il sequestro amministrativo, la recidiva. Ma il decreto legge è entrato in vigore il 15 giugno.

“Non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci”. Così i finanzieri che erano a bordo della motovedetta che questa notte ha tentato di impedire alla Sea Watch di attraccare nel porto di Lampedusa raccontano i momenti in cui si è rischiato lo scontro tra le due imbarcazioni. Sulla motovedetta erano presenti il comandante, il direttore di macchina, il motorista e due radaristi. “Da bordo – aggiungono – ci hanno detto ‘spostatevi’ e hanno continuato la manovra di avvicinamento”.



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