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Ritornano le albe alla Valle dei Templi

Scritto da il 21 luglio 2021, alle 06:48 | archiviato in Agrigento, Arte e cultura, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Si entrerà nella Valle addormentata, immersa nella notte, colma di profumi indefiniti; una guida, quasi un Virgilio devoto, farà scoprire i templi, racconterà il passato splendente di Akragas e Agrigentum. E pian piano, con l’avvicinarsi dell’aurora, una luce soffusa e morbida accarezzerà dei e dee, ninfe e satiri, umani alla ricerca di un contatto con il divino, ma anche attori e narratori: sono le famose ALBE della valle dei Templi di Agrigento, il progetto teatralizzato – costruito dal Parco archeologico in collaborazione con CoopCulture – che quest’anno si è scelto di declinare su tre diversi lavori, tra percorsi spettacolarizzati e appuntamenti più intimamente teatrali, ma tutti seguiranno un unico tema, quello del Risveglio nel Mediterraneo. Le visite della Valle sono una vera propria esperienza, sensoriale e sociale, ma visitare il sito archeologico al sorgere dell’alba, è qualcosa di indimenticabile.

TRE ALBE DIVERSE MA UGUALMENTE IMPERDIBILI

Le albe alla Valle dei Templi quest’anno avranno un unico fil rouge, il Risveglio sul Mediterraneo: teatro e musica si fonderanno attraverso la voce di un archeologo, dando vita ad una narrazione unica e coinvolgente che partirà quando ancora la Valle è immersa nell’oscurità e continuerà accogliendo pian piano l’aurora e l’alba, in un percorso che dal Tempio di Giunone si concluderà al Tempio della Concordia, passando per mura megalitiche, memorie della civiltà romana e dei primi cristiani. Uno storytelling di ampio respiro: la musica – si sa – sin dai tempi più antichi è il linguaggio universale che unisce; il teatro trasforma la quotidianità in arte e la narrazione lega tutti in un percorso senza precedenti. Risveglio sul Mediterraneo vedrà protagonisti grandi interpreti e le loro compagnie: la prima Alba sarà il 25 luglio (e in replica il 22 agosto) e vedrà riallestito Al passo coi templi, il famoso spettacolo di Marco Savatteri con la Casa del Musical che tre anni fa lanciò le albe a livello internazionale. I quadri si srotoleranno lungo il percorso, permettendo di scoprire nella luce rosata, il sito archeologico nella sua complessa diversità, gli arcosoli, i reperti, gli altari, le mura megalitiche: giungerà Cassandra, con i suoi vaticini luttuosi e inascoltati; Hera materna, le ninfe leggere giocheranno con i satiri, Perseo pronto a tagliare la testa di Medusa, la disfida tra le dee per la palma di più bella, la magarìa di Circe, il duello all’ultimo sangue tra Ettore e Achille… e tanto altro, un viaggio affascinante e scenografico nell’iconografia classica, di facile ed immediata comprensione anche per chi non conosce i miti. Per comprendere che dei e dee possono essere bizzosi e insicuri quanto gli umani che però si sono dimenticati di loro …

Il 31 luglio – e in replica l’1, il 7 e l’8, il 21 e il 28 agosto –  toccherà all’Iliade interpretata da Sebastiano Lo Monaco, sotto il tempio della Concordia. Tutta l’epopea omerica condensata in poco più di un’ora, senza perdere alcun quadro, alcuna scena, alcun personaggio, ma offrendo una visione di insieme attenta ai caratteri, l’antico che dialoga con il presente. L’originalità dello spettacolo sta nella complessità drammaturgica e nel ruolo dell’attore. Il montaggio testuale della grecista Monica Centanni, ricapitola la storia della spedizione achea contro la rocca di Priamo dall’inizio alla fine: gli amori di Elena e Paride, l’inganno del cavallo, la conquista e l’incendio della città, la spartizione delle donne dei vinti, le principesse troiane schiave dai vincitori. Storie di eroi – Achille, Ettore, Ulisse – che nell’impresa mettono alla prova il limite umano. Storie di dei – Atena, Poseidone, Ares, Afrodite – che si schierano in battaglia…

Il 16, 25 e 29 agosto toccherà a … E non temere il domani di Gaetano Aronica con gli attori della Fondazione Teatro Luigi Pirandello. Aronica si immergerà nell’età classica partendo da un teorema preciso, tutto da dimostrare: i veleni sono dappertutto, l’uomo ne ha distribuiti in quantità in tutto il pianeta, ma se usati in modo eccessivo o irrazionale possono distruggere l’umanità intera. Gli antichi attribuivano questo potere mortale ad un disequilibrio degli elementi della Natura, le streghe però non credono che questo potere dei veleni sia indipendente dalla natura dell’uomo… Sette stazioni, sette vizi capitali, tra teatro, musica, coreografie e performance: come un girone dell’inferno dantesco.

 



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