Se con le buone non riusciamo ad ottenere nulla passeremo alle maniere forti. Intanto proclamiamo lo stato di agitazione anche in Sicilia.

La tassa ETS subisce dal 2025 il secondo aumento dalla sua istituzione e gli autotrasportatori siciliani continuano a sollecitare l’Assessore ai Trasporti Aricò di farsi portavoce presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per trovare una soluzione. Una tassa ingiusta che la Sicilia deve sobbarcarsi, ribaltata dagli armatori agli autotrasportatori, rendendo le imprese e i prodotti non competitivi.
Prima di Natale ci era stato promesso che col nuovo anno una delegazione della Consulta regionale avrebbe partecipato a un tavolo presso il MIT presieduto dal Viceministro Rixi per individuare soluzioni che neutralizzassero il costo ETS, ma ad oggi nulla.
Intanto le scorse settimane sono stati fatti degli incontri con la committenza, tra cui Italkali e la grande distribuzione di ortofrutta dal quale è emerso chiaramente che gli stessi non intendono accollarsi il maggior costo ETS considerando anche che nel 2026 la tassa sarà a regime e inciderà fino a 700 euro a tratta trascinando i prodotti siciliani fuori mercato.
Il Governo regionale si è mostrato molto sensibile alle vicissitudini dei siciliani domiciliati al nord trovando soluzioni e fondi con treni speciali e aerei a prezzi scontati: vorremmo essere attenzionati almeno allo stesso modo considerato che l’autotrasporto siciliano e i prodotti siciliani rappresentano un’importante fetta dell’economia dell’isola.
Ricordiamo all’Assessore Aricò che per le imprese di autotrasporto siciliane non è possibile tornare al tutto – strada visto la mole di investimenti fatti per il combinato strada – mare; ma sarebbe impensabile che il traffico marittimo dei mezzi pesanti si riversasse su strade e autostrade, sarebbe la congestione totale.
In attesa di riscontro da parte del Governo regionale la categoria proclama da oggi lo stato di agitazione.