Di seguito riportiamo integralmente la nota del Presidente dell’Associazione A.L.A. di Naro, Lillo Destro: “Più differenzi più paghi: questo avviene a Naro. L’associazione A.L.A. lancia l’allarme: “Così ci costringete a chiudere!”. Ogni attività che chiude significa meno servizi, innanzitutto, ma anche meno sicurezza per i cittadini, dato che le attività commerciali rappresentano dei punti di riferimento per il territorio a 360 gradi.

Il sottoscritto, presidente dell’ associazione, Lillo Destro, vuole informare l’assessore al bilancio del comune di Naro che nessuno sta facendo politica tramite l’associazione, nemmeno, io, visto che non sono iscritto a nessun partito o gruppo politico. Se poi per lei, assessore, difendere i lavoratori autonomi e i cittadini tutti dalle vostre stangate economiche, significa manipolazione, allora sono felice di manipolare, perché in questo momento c’è bisogno di chiarezza, non di certo di parole vuote, inutili, inconsistenti. Penso che per lei, assessore, sia più facile amministrare sui social che nella realtà.


E la realtà di Naro, in questo momento, è drammatica. Ci dica ciò che avete fatto in questi 21 mesi (non un giorno o una settimana, ma 21 mesi!) di amministrazione per ridurre questo annoso problema, rispondendo nel merito ai seguenti punti:

1) L’appalto è già scaduto ed è stato più volte prorogato a prezzi esorbitanti.

2) La spesa è cresciuta, passando da 1 milione a 1 milione e 800 mila euro.

3) Su 4000 nuclei quanti familiari, quanti sono quelli che pagano regolarmente? Sono state effettuate tutte le verifiche del caso?

4) Quanto abbiamo incassato, nel dettaglio, dalla differenziata per cartone, plastica, alluminio e vetro?

5) Ci spieghi come, un’attività di 85 metri quadri, dovrebbe pagare 2695 euro, vale a dire 21,70 euro al metro quadro.

6) Oppure ci spieghi come una pensionata con 60 metri quadri possa pagare 412 euro: significa 6,86 euro al metro quadro.

Come associazione, lanciamo un appello alle istituzioni a fare chiarezza su quanto sta accadendo, in maniera inaccettabile, a Naro.”