“”Da più persone ci viene riferito che la spazzatrice sarebbe salita sulla pavimentazione in marmo di Piazza XX Settembre””. Così Michele Termini (Lega), ex Sindaco di Campobello di Licata.
“”Voglio essere molto chiaro: io personalmente non l’ho visto e, quindi, non intendo affermare come certo un fatto che non ho verificato direttamente. Tuttavia, le segnalazioni che stanno arrivando sono diverse e concordanti e, proprio per questo, riteniamo doveroso chiedere un chiarimento – continua l’ intervento di Termini-.
Il Sindaco, che spesso rivendica pubblicamente di fare contestazioni quando un servizio non viene eseguito correttamente, può dirci se ha verificato quanto accaduto?
Se la spazzatrice è effettivamente salita sui marmi della piazza, è stata fatta una contestazione?
E soprattutto: a chi competeva vigilare affinché un mezzo di quel tipo non salisse sulla pavimentazione della piazza? Al Sindaco? All’assessore competente? Al responsabile del servizio? Alla ditta?”‘
“”Stiamo parlando della tutela di un bene pubblico di particolare valore anche artistico, con una pavimentazione in marmo e la presenza di mosaici: un patrimonio dell’intera comunità che merita attenzione e rispetto – sono parole ancora di Termini -.
Restiamo quindi in attesa di una risposta chiara.
Voglio inoltre ricordare al Sindaco un dato politico: noi abbiamo raccolto appena 100 voti meno di lui. Rappresentiamo una parte consistente della comunità e abbiamo non soltanto il diritto, ma anche il dovere, di fare domande e pretendere risposte nell’interesse dei cittadini””.
“”Noto, invece, che quando le questioni diventano più difficili il Sindaco tende a trincerarsi dietro un silenzio assordante, quasi a voler liquidare tutto con il solito atteggiamento: “lasciamoli scrivere su Facebook – prosegue -.
Sindaco, lasciarci scrivere non significa aver risposto.
Un esempio? La vicenda dell’art. 110, sulla quale abbiamo posto precise questioni e sulla quale attendiamo ancora risposte. E su quella vicenda torneremo molto presto.
Perché il silenzio può essere una scelta comunicativa, ma non può diventare un modo per sottrarsi al confronto politico e istituzionale.
In democrazia un Sindaco non deve rispondere soltanto a chi lo ha votato: deve dare conto a tutta la comunità.
E quando alle domande precise si risponde con il silenzio, più che una dimostrazione di forza, si finisce per dare l’impressione di essere in difficoltà””.
“”Le contestazioni, quando sono necessarie, vanno fatte – conclude l’ex Sindaci- .
Ma devono valere sempre e per tutti.
E allora, Sindaco e Assessore, una risposta sarebbe gradita: perché a forza di annunciare contestazioni, non vorremmo che alla fine l’unica cosa “contestata” fosse chi fa le domande””.
Si attendono, adesso i chiarimenti del Sindaco Vito Terrana.
Giovanni Blanda

















