L’opinione pubblica deve riflettere sugli incomprensibili silenzi della politica di fronte all’imprenditore Moncada che denuncia il colpevole immobilismo che rischia di far saltare il progetto per la realizzazione dell’aviopista e che vede sul banco degli imputati quella burocrazia comunale che non esita neanche le pratiche che permetterebbero alle asfittiche casse del comune di introitare i proventi delle royalties derivanti dalla realizzazione degli impianti eolici ricadenti sul territorio comunale.
“Si rimane allibiti nell’ascoltare la denunzia di Salvatore Moncada cadere praticamente nel vuoto” afferma la dirigente agrigentina di Legambiente Claudia Casa. “E questo nonostante tutte le parole, o per meglio dire le chiacchiere, che ancora si continuano a spendere attorno alle prospettive di sviluppo di Agrigento, uno sviluppo che rimane purtroppo saldamente ancorato alle logiche retrive del clientelismo, dell’appartenenza a questo o quel gruppo di potere, degli interessi particolaristici che debbono avere la meglio sul bene comune e che guardano con irritato fastidio chiunque voglia mostrare con i fatti, come Totò Moncada, di volere veramente bene a questa terra”.
Per Legambiente Agrigento è intollerabile che la politica agrigentina che conta, dalle “stanze” romane a quelle palermitane, sino ad arrivare agli scranni del Consiglio Comunale di Agrigento, non abbia sentito il bisogno, nei mesi passati, di supportare con forza la battaglia dell’imprenditore agrigentino per ottenere dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente l’esito relativo ai progetti della Moncada Energy in attesa di autorizzazione, progetti che comporterebbero investimenti per svariate centinaia di milioni di euro e soprattutto creazione di nuovi posti di lavoro in un settore, quello delle rinnovabili, che in altre regioni d’Italia sta già servendo per fronteggiare la crisi economica e l’emergenza occupazionale. “Ad Agrigento quella battaglia, fatta eccezione per il consigliere Giuseppe Arnone, non ha interessato nessuno – afferma Claudia Casa – e oggi, allo stesso modo, apprendere che Moncada è pronto a rinunciare al progetto dell’aviopista a causa delle lentezze che caratterizzano l’operato degli uffici comunali preposti al rilascio delle autorizzazioni è, per i nostri politici, notizia da non commentare, né in un senso né nell’altro, in una logica di meschina sopravvivenza e di miseria intellettuale che fa accapponare la pelle e che non lascia speranze per un futuro diverso per i nostri giovani”.
A Salvatore Moncada Legambiente esprime solidarietà esortandolo a continuare a far sentire la propria voce tutte le volte che sarà necessario farlo, anche se questo significa predicare nel deserto dell’ignavia e della mediocrità affatto “aurea” di una classe dirigente, politica e burocratica, incompetente ed inadeguata rispetto ai bisogni veri della gente e del territorio.
Claudia Casa


















