Il brasiliano a tutto tondo, dall’incidente al Mondiale

optimizedfelipe_massa1Felipe Massa si racconta in un’intervista esclusiva a Sport Mediaset. Dalla sua residenza di San Paolo, il pilota della Ferrari parla delle sue condizioni fisiche, prima di commentare gli ultimi GP di Formula 1. Dalla classifica mondiale, alla situazione del Cavallino, con Fisichella che si appresta al debutto sulla Rossa a Monza. Felipe parla anche di Button, Raikkonen, Badoer e Schumacher, ridendo alla vista dei regali che gli abbiamo portato.
D: Felipe prima di tutto, come stai?
R: Sto bene e sto male, perché a guardare le gare mi viene voglia di correre. Però devo dire che come salute sto bene. Mi sento come prima esattamente tutto uguale. In ospedale in Brasile e a Miami abbiamo fatto dei test molto importanti.


D: Ti ho portato delle cose, delle specie di regali simbolici. Il primo è il volante della tua F60, ti ricordi dov’è il Kers?
R: Sì, mi ricordo tutto. E’ una bella sensazione averlo tra le mani, ma ne ho anche altri due a casa… ma questo è quello che voglio avere il più presto possibile.

D: Rientri ad Abu Dhabi?
R: Dipende tanto da me, se sono pronto per correre, se sono ritornato al cento per cento. La voglia è quella di rientrare domani.

D: Raccontaci delle tue giornate, come le passi, ti svegli tardi la mattina, ti rompi, ti annoi, che cosa fai?
R: All’inizio mi svegliavo presto e dormivo durante la giornata, non avevo tanto da fare. Ma da due settimane la mia vita è come prima: adesso sono un po’ più tranquillo, mi sveglio più tardi, guardo tanta televisione. Guardo le gare, ma qui è dura perché in Brasile le prove sono alle cinque della mattina. Sarebbe molto meglio essere li a guidare.

D: Chi senti più spesso per telefono, sia della squadra che dei tuoi amici?
R: Sento i miei amici e la famiglia. Mi chiamano spesso e mi vengono a trovare. Della squadra sento tante persone: Stefano Domenicali, praticamente ogni giorno. Il presidente che mi chiama spesso per parlare anche delle gare. La Ferrari è una famiglia. Dopo l’incidente tutti mi hanno dato il loro supporto, è stata un’emozione. Questo mi ha fatto sentire ancora più a casa in Ferrari.

D: Qual è la telefonata più strana, che non avresti mai immaginato di ricevere, dopo l’incidente?
R: Una un po’ strana che non mi aspettavo, è quella di Bernie Ecclestone. Mi ha chiamato qui a casa, per sapere come stavo. Vedi l’aiuto di tutti, tutti vogliono che torni, questo alla fine è molto bello.

D: A proposito di telefonate non ti ha certo chiamato Raikkonen. Tu hai detto che ti ha mandato una cartolina, allora ti ho portato una cartolina del suo paese, perché noi ci siamo chiesti, una cartolina? Siamo curiosi di sapere che cosa c’era scritto?
R: Ha scritto che aspetta che le cose migliorino e che io migliori, però era una cartolina un po’ più grande, c’era tipo un fiore o una cosa del genere.

D: E per la vittoria di Kimi a Spa? Tu hai mandato una cartolina a lui?
R: No! Ma ero contento, veramente contento per lui e per la squadra, perché aiuta molto a migliorare la macchina, quando ritorno troverò una macchina competitiva, e questo è bello.
 
D: Parliamo di Barrichello è un tuo grande amico, ma c’è stata una battuta, dopo, per sdrammatizzare quello che era successo?
R: All’inizio lui è venuto in ospedale, chiamava i miei genitori, mia moglie, e stava molto male. Una molla della sua macchina mi ha colpito, ma lui non c’entra niente. Abbiamo un buon rapporto e dopo quello che era successo lui era agitato per sapere come stavo. Mi hanno detto in ospedale, quando mi sono svegliato, che Rubens mi chiamava spesso, quindi ho detto datemi il telefono e l’ho chiamato: abbiamo scherzato sulla molla.

D: Nell’incidente si vedevano le tue mani muoversi sul volante, ma tu eri svenuto?
R: E’ stata una cosa strana perché ho parlato con i miei ingegneri e loro mi hanno detto che nel colpo io ho accelerato e frenato con la stessa potenza.

D: Ti è capitato di sognare l’incidente?
R: No mai, non ho vissuto l’incidente, alla fine è stato molto più difficile per la mia famiglia, per mia moglie, per i miei amici, per chi mi vedeva in televisione che per me. Perché io mi sono addormentato e svegliato dopo tre giorni, ero li con la gente che mi spiegava cos’era successo.

D: Molti hanno ripensato all’incidente di Senna. A te è capitato di pensarci?
R: A me no, ma molti si qui in Brasile, La gente per la strada mi ha associato ad Ayrton.

D: Ma il casco non lo vuoi mai più vedere in vita tua?
R: Si, lo voglio mettere di fianco agli altri, lo mettiamo li tranquillo, fa parte della mia vita, infine.

D: Se ti avessero detto tipo a febbraio, marzo, che la tua Ferrari sarebbe partita e arrivata ultima per due gran premi ci avresti mai creduto?
R: No, non pensi mai una cosa così, non voglio parlare male di Luca. Era tanto tempo che non correva. Ci sono piloti che hanno bisogno di poco tempo, altri di tanto. Tutto sommato una gara è molto più difficile di una sessione di prove. Lui ne ha sofferto molto.

D: Schumacher doveva correre, poi sappiamo c’e stata la rinuncia, poi però corre coi Kart, si allena. Che idea ti sei fatto, vuole rientrare adesso?
R: Quello che dico è che l’ho visto in ospedale ed ero contento. Gli ho detto “ritorni nella mia macchina, sono contento”. E lui mi ha fatto capire che le cose non erano proprio cosi. Ha avuto un problema, nelle prove che ha fatto con la 2007 soffriva al collo. Mi ha detto che secondo lui non era sicuro che poteva correre, che stava per fare un esame ed era molto arrabbiato. Poi mi ha detto “non ce la faccio”.

D: Non ti da fastidio che qualcuno prenda la tua macchina, anche se per poche gare?
R: No, sono anche stato parte della decisione. Parlavo col presidente, con Stefano, io ho sempre detto la mia. C’era la possibilità di Giancarlo, si parlava anche di Kubica , c’erano un sacco di piloti che ogni giorno chiamavano Stefano. Per me Giancarlo è un buon pilota, che guida da tanti anni, ha fatto una bella gara a Spa, è un buon nome. Quindi ho fatto parte dell’idea di trovare il sostituto, ma ho un contratto in Ferrari fino alla fine dell’anno prossimo, quindi non ho paura che qualcuno possa sfilarmi il posto.

D: Pochi giorni fa è stato il compleanno del Presidente Montezemolo, non so se gli hai fatto un regalo?
R: Il Presidente ha avuto un bellissimo regalo, la vittoria a Spa. Questo è un regalo importante, compleanno o no. Il regalo più bello che posso fargli è quello di riuscire a tornare al più presto con la Ferrari.

D: Rubens è a 16 punti da Button. Secondo te perché può farcela a battere Button nel mondiale?
R: Io penso che Button senta tanto la pressione adesso e può farcela. Fa tanto guidare senza nessun problema, ma fa tanto anche guidare nella lotta al campionato, senza pressione. Ma se hai altri pensieri rischi di sbagliare. Questo è il motivo perché Rubens ha la possibilità di vincere il campionato. Quindi dipende tanto da come Button lavorerà da qui all’ultima gara. Ballano 16 punti per il momento.

D: Se arrivano a giocarsi il titolo mondiale all’ultima gara, all’ultima curva, che consigli dai a Button e Barrichello? Ti ricorda qualcosa.
R: (Risata) L’importante è essere primo, come ero io, dietro non puoi fare niente. Poi è quello che deve capitare nella vita, come è successo con me. Un occasione un po’ strana, ma è la vita che è così.

D: Domenica c’è il GP di Monza cosa pensi appena vedi la locandina della gara?
R: Mi dispiace molto di non essere lì, è quello che penso. La vedrò in televisione. Qui in Brasile è alle 9 del mattino la gara, mentre le prove sono alle cinque del mattino. Quindi mi porto il pc a letto per seguire i tempi.

D: Ma riesci con i tempi a prevedere le strategie?
R: Sì, pensa che a Valencia guardando i tempi, il commentatore brasiliano della F1 mi ha chiesto chi secondo me poteva fare la pole. Gli ho detto Hamilton, ed è andata davvero così. Anche alla gara di Spa ho detto Trulli. E infatti doveva essere lui, ma Fisico era un po’ più leggero. E poi dai, nessuno si aspettava che facesse la pole Giancarlo con la Force India! Guardando le prove bene si capisce tanto.

D: Massa e Alonso potrebbero essere il dream team del prossimo anno, ma se tu avessi la terza macchina a chi l’affideresti a Schumi o a Vale?
R: Prima di tutto bisogna vedere se la terza macchina è possibile e poi c’è Kimi che ha un contratto per l’anno prossimo. Schumacher ha già deciso di smettere di correre, che è la cosa più difficile per un pilota, però non si sa mai nella vita. Valentino sarebbe interessante, bisognerebbe vedere però, perché non è facile. Anche Michael è andato a girare in moto, ma non devi solo andare forte, c’è anche l’esperienza che conta.

Fonte: Sportmediaset.it

A cura di Gioachino Asti 

Gioachino Asti, opinionista sportivo
Gioachino Asti, opinionista sportivo