Più che una dipendenza, sembra una moda. C’è chi coltiva marijuana sul balcone, chi chiede hashish agli amici e chi usa stupefacenti solo in compagnia. Il consumo delle cosiddette droghe “leggere” nell’hinterland agrigentino sembra essere in aumento. Hashish e marijuana, sono le sostanze preferite dai giovani canicattinesi, poco lsd, ecstasy e cocaina, sostanze classificate come “pesanti”.
Che nelle città universitarie girino spinelli e altre droghe non è una novità, ma che anche nei piccoli centri il consumo aumenti potrebbe costituire un fenomeno da non sottovalutare. C’è chi la cannabis nell’agrigentino la compra e chi invece la coltiva. Spesso all’insaputa delle famiglie stesse, che si possono ritrovare con un pò di “erba” fra i fiori senza saperlo.
L’usanza è diffusa e non è difficile incontrare qualcuno che te ne parli. Non si tratta di persone con problemi di tossicodipendenza o di emarginazione sociale, ma di ragazzi che ammettono facilmente di fare uso occasionale di droghe leggere e che hanno sviluppato il “pollice verde” per risparmiare sull’acquisto del “fumo”. Un’ inchiesta tra i giovani fa emergere che in passato alcuni di loro hanno coltivato delle piantine di cannabis: “ La tenevo sul balcone – dice un giovane studente – ed era mia nonna che si curava della pianta. La annaffiava tutti giorni, senza badare se fossero gerani o altro. Non sapeva ovviamente che si trattava di cannabis, non emettono odori particolari. Produceva soltanto delle piccole inflorescenze in primavera. Le ho acquistate tre anni fa, durante una vacanza estiva a Firenze, più per curiosità che per voglia di fumare. Naturalmente la piantina serviva per uso personale, niente a che vedere con il traffico di queste sostanze”.
Adesso con le recenti disposizioni legislative la legge prevede pene dure: da 6 mesi a 6 anni di reclusione minimo per chi spaccia sostanze stupefacenti. E per spaccio si intende anche la cessione gratuita. I giovani di Canicattì sembra non se ne curino molto: non passa giorno, infatti, che le forze dell’ordine non sequestrino hashish e marijuana. Lo ricordiamo qualche anno fa i Carabinieri di Canicattì pianificarono un’ importante operazione che portò in carcere un intero nucleo familiare che forniva sostanze stupefacenti a diversi giovani dell’hinterland agrigentino e di recete sono stati effettuati divertsi blitz i locali notturni dell’hinterland.
Ma quali sono le motivazioni che spesso spingono i “giovanissimi” a fumare uno spinello?” Si pensa che l’uso di un certo tipo di droga non abbia effetti pericolosi – racconta un giovane liceale – uno spinello a detta di molti mie coetanei, non provoca dipendenza e assuefazione. Uno spinello non è letale, e visto che fanno tutti allora fumarlo diventa quasi una moda”.
Ambito psicologico e sociale Ambito psicologico e sociale Nell’ambito psicologico mediante esperimenti e ricerche si è arrivati alla conclusione che coloro che fanno assumono droghe presentano un disagio intra-psichico, in altre parole provano una sofferenza interiore che difficilmente riescono ad esprimere . Si è provato ad estrapolare un unico problema sostanziale nella personalità degli individui con problemi di dipendenza da sostanze ma non sembra che ci sia in quanto ogni persona ha una motivazione propria.
Alcuni psicoanalisti hanno rilevato la correlazione tra stati di dipendenza da sostanze e la relazione infantile tra madre e figlio: la droga avrebbe la stessa funzione simbolica del latte materno in una situazione d’astinenza da stupefacenti, che vede come soggetto il tossicodipendente, e la fame, per quanto riguarda il bambino. In definitiva secondo il punto di vista psicologico, la tossicodipendenza sarebbe il sintomo di un “malessere” interno alla persona.
Dal punto di vista sociologico invece la tossicodipendenza è un’espressione di disorganizzazione sociale, nella quale i fattori determinanti sono:la classe sociale,il benessere economico, il territorio e il livello culturale. La classe sociale e il benessere economico sono due fattori che possono essere uniti; molti penseranno che una classe sociale inferiore sia più predisposta ad avere una stretta relazione con l’abuso di sostanze, invece non è così.
Infatti, nelle classi sociali più elevate, dove il rapporto tra i componenti di una famiglia è più freddo e il benessere economico più elevato, è possibile veder manifestato in uno o più soggetti la dipendenza da stupefacenti. Nella famiglia quello che è importante è la qualità dei rapporti fra gli elementi specialmente tra genitori e figli, infatti, se sono presenti un rapporto di fiducia, sincerità ed amore è più difficile che qualcuno sia predisposto a diventare tossicodipendente. Nelle famiglie bene agiate inoltre è presente un livello economico molto alto che è necessario per acquistare sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda il territorio persone che frequentano luoghi dove lo smercio di droga è più elevato sono più a rischio di altri che vivono in zone tranquille. Chi ha un livello culturale basso, è a rischio più di chi ha un livello culturale medio-alto. Infine c’è una nuova relazione tra persona e droga. Infatti, c’è una notevole dipendenza più da parte dei maschi che delle femmine. Tra i maschi, l’aggressività favorisce l’abuso di sostanze mentre la timidezza, al contrario, la riduce.
Nelle femmine la situazione è completamente diversa, né l’aggressività, né la timidezza ha alcuna relazione con la tendenza ad usare droghe. All’età di 16-17 anni le ragazze usano una quantità inferiore di birre, vino, liquori, marijuana ed altre droghe illegali rispetto ai loro coetanei maschi.

















