Il sottoscritto, On. Dott. Giovanni Manzullo, con la presente intende formulare alcune precisazioni in merito alle dichiarazioni di alcuni esponenti del PD agrigentino apparse sugli organi di informazione, regionali e provinciali, nella giornata del 14 novembre 2009, in merito alla condanna, per falso, dei sedicenti rappresentanti di lista provinciali del PD di Agrigento alle elezioni regionali svoltesi nell’aprile 2008, Prof. Giuseppe Palermo e Sen. Vittorio Gambino. Si tiene a precisare che il sottoscritto non ha mai provveduto a depositare alcun esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento nei confronti dei suddetti.
Al contrario, il sottoscritto ha svolto formale denuncia presso la Tenenza dei Carabinieri di Ribera contro ignoti, con la quale si evidenziava che le firme del delegante e del pubblico ufficiale autenticante, apposte sui moduli di nomina dei suddetti rappresentanti di lista, erano false. Pertanto, l’individuazione dei colpevoli è avvenuta esclusivamente a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica agrigentina. Si tiene, inoltre, a precisare che i suddetti rappresentanti di lista, nella giornata del 30 aprile 2008, sono intervenuti presso la Commissione Elettorale Regionale di Agrgento al solo fine di chiedere la rettifica dei voti di preferenza ottenuti dall’On. Marinello, sostenendo che lo stesso avesse ottenuto nella sezione elettorale n. 9 del Comune di Ribera 16 (sedici) voti preferenza in luogo dei 13 (tredici) dalla Commissione in un primo momento attribuitigli.
La Commissione ha accolto la predetta richiesta, così consentendo l’elezione del candidato Marinello in luogo del sottoscritto. La sentenza del T.A.R. di Palermo, la quale andrebbe letta prima di essere citata fuori luogo, ha accertato che nella predetta sezione elettorale l’On. Marinello aveva conseguito solo 13 (tredici) voti di preferenza. E’ pertanto la correzione dei voti di preferenza effettuata dalla Commissione era errata ed illegittima, con la conseguenza che all’esito della consultazione elettorale dell’aprile 2008 il sottoscritto doveva essere proclamato eletto. Sulla condotta della Commissione Elettorale sono in corso le indagini coordinate, per competenza, dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. Si precisa, inoltre, che il sottoscritto non ha mai posto in essere atti o condotte che avrebbero potuto danneggiare l’unità o l’immagine del PD agrigentino. Al contrario ha sempre reputato le condotte poste in essere, con ogni evidenza, in suo danno, frutto dell’iniziativa di singoli iscritti e dirigenti, che hanno agito per interessi personali o di parte, estranee alla logica della politica. Coerenza imporrebbe che fossero i colpevoli di reati accertati con sentenza, anche se non definitiva, considerati elementi di disturbo al regolare e sereno svolgimento della vita del partito e della politica. A conferma di quanto detto, preme evidenziare che nel corso del giudizio elettorale svoltosi innanzi al T.A.R. di Palermo, mi sono sempre astenuto da qualsiasi attività interna al partito, volendo evitare che la mia presenza potesse essere elemento di disturbo, imbarazzo e divisione.
Ed in silenzio, ho mal sopportato le voci e i pettegolezzi, creati ad arte e spesso ricorrenti, tendenti ad insinuare il mio abbandono del partito per approdare in altri lidi. Solo dopo la sentenza del T.A.R. ho ripreso l’attività politica all’interno del partito, candidandomi, tra l’altro, alle elezioni primarie per l’elezione dell’Assemblea Regionale del Pd, con una lista a sostegno del neo Segretario Regionale On. Giuseppe Lupo. Mi onoro di aver contribuito con il mio impegno alla buona riuscita della consultazione elettorale e di aver contribuito con la mia presenza all’ottima performance della lista nella quale mi sono candidato, infatti, solo nel Comune di Ribera, dove vivo, la lista ha raggiunto più del 25% dei voti ottenuti nell’intera provincia. Alla luce delle su esposte precisazioni e considerazioni, mi meraviglia, e non poco, che alcuni dirigenti nazionali, regionali e provinciali del partito, dei quali ho peraltro stima, si siano attivati a giustificare il comportamento del Prof. Palermo e del Sen. Gambino, tentando di addebitarmi comportamenti poco corretti o di attribuirmi frasi da me mai proferite. Invito pertanto tutti ad archiviare le beghe interne, sicuramente frutto di informazioni dolosamente mal riportate, aspettandomi anche doverose azioni di sospensione o esclusione dal partito di soggetti che hanno agito in suo danno, e di riprendere con unità e compattezza il difficile lavoro di radicamento nel territorio del partito, nell’interesse delle migliaia di iscritti e simpatizzanti che credono nei nostri ideali.
Con stima, Giovanni Manzullo


















