Non è tempo di regali, scrive il segretario generale della Fisascat Cisl di Agrigento, Maurizio Saia. “Nonostante sia tempo di festa, non è tempo di regali per i lavoratori. Ma non vogliamo doni, quanto piuttosto esigiamo diritti. Le organizzazioni sindacali del settore del commercio, dei servizi e del turismo si confrontano e si scontrano quotidianamente per salvaguardare qualche posto di lavoro o in alternativa strappare qualche mese in più di sostegno al reddito. Infatti sono tantissime l’aziende che non erogheranno entro il 20 dicembre la tredicesima mensilità e molti di più i lavoratori che non percepiscono gli emolumenti da diversi mesi. Nel solo mese di Dicembre, a conclusione di un anno nero per il settore, sono stati diversi i confronti con le aziende che hanno avviato le procedure di “licenziamento collettivo”; nella sola città di Agrigento da Gennaio 2011 saranno più di cento i lavoratori del settore commercio che rimarranno senza lavoro. Molteplici sono le richieste di avvio e proroga della cassa integrazione in deroga, strumento che ci permette unicamente di prolungare un’agonia e che da solo non è sufficiente a garantire il fabbisogno necessario per affrontare le esigenze primarie del nucleo familiare. La chiusura è stata inoltre, effettuata anche per gli alberghi, salvo riaprire non appena i flussi turistici torneranno ad essere tangibili. Tutto ciò non fa che aggravare la condizione economica della provincia: meno reddito in circolazione, dunque, meno consumi. Quest’anno meno il 2,5% rispetto all’anno precedente, togliendo il fiato, già corto, alle imprese che, conseguentemente, non tollerano più le spese di gestione e se le imprese non reggono, i lavoratori perdono il posto di lavoro. Invece di preoccuparci del fallimento dell’economia territoriale, continuiamo ad assistere alle lotte di potere di una politica isterica e inconsistente, sempre più personalistica e autoreferenziale che non riesce a pensare, programmare, lo sviluppo del territorio. Come dichiarato in questi giorni dal Segretario Generale della Cisl Siciliana, Maurizio Bernava, “occorre battere l’intermediazione politica”, che è il vero male della nostra società e “servirebbe un processo di Norimberga a questa classe dirigente per i danni causati ai cittadini”. E’ una richiesta legittima quella di pretendere dai nostri amministratori un’adeguata competenza di cui spesso, invece, sono deficitari. E’ una richiesta legittima esigere un maggiore impegno da parte di tutti coloro che possono favorire la crescita territoriale: • Una classe dirigente in grado di “recuperare risorse per produrre nuove risorse”, per poterle investire sullo sviluppo, mirate alla produttività, a rilanciare i consumi e far ripartire l’economia che dalle nostre parti è sostenuta quasi interamente dai lavoratori dipendenti e dai pensionati”.