Ravanusa calcio, capitolo chiuso. Almeno per questa stagione sportiva. La squadra ko ai play off del campionato di Seconda Categoria di calcio, partita di semifinale. La squadra blucerchiata è stata sconfitta per tre reti ad una dalla Libertas Grotte, sul campo di Grotte. C’è tanta amarezza nel clan ravanusano. “In primis, abbiamo trovato un ambiente ostile. In casa nostra, nella regoular season, invece, ci siamo comportati bene. E’ stata una brutta sconfitta – dice, giorni dopo la sconfitta, il trainer Franco Tornambè -. Nel primo tempo la squadra ha tenuto bene, ma siamo passati in svantaggio grazie ad una disattenzione difensiva. Abbiamo avuto qualche occasione per acciuffare il pareggio, ma vuoi per sfortuna vuoi per imprecisione, non siamo stati capaci di raddrizzare il risultato. Altre disattenzione nostre ha permesso alla Libertas Racalmuto di raddoppiare poi triplicare. La stagione appena passata, comunque, è stata molto positiva. Il nostro girone di andata è stato un pò a corrente alternata, siamo andati a gonfie vele in quelle di ritorno. La squadra, composta quasi interamente da giovani, nel complesso ha fatto un figurone. Certo, con un pizzico di fortuna in più, avremmo potuto fare meglio”. Stagione sportiva finita, dunque, per il Ravanusa Calcio, sono state sciolte le fila. Ci sarà un periodo di pausa, poi si penserà al futuro, vale a dire alla stagione prossima, sempre in Seconda Categoria. Chi allenerà la squadra 2011-2012? “Non credo il sottoscritto – aggiunge Tornambè -. Al momento la mia decisione di lasciare la squadra. Devo ringraziare la società per fiducia che ha posto in me, i giocatori che mi hanno seguito per tutta la stagione. E’ giusto ricordare adesso tutti quei giocatori che oggi sono fuori rosa per loro scelta e anche per motivi di salute e fisici: Emanuele Vangelista, Pietro Bennici (ma ora si allena, anche se è difficilmente recuperabile), Luigi Casentino, Valerio Carmina, Vito Pirillo, Ivan Carlisi, Vito Di Salvo, insomma l’elenco è lungo. E infine un grazie ai tifosi: un abbraccio caloroso per esserci stati vicini”.
Giovanni Blanda


















