Giovedì sarà ricordato Mons. Domenico De Gregorio: il più grande storico della Provincia di Agrigento e uno dei più grandi della Sicilia
Certamente sarà ricordato come il più grande storico della provincia di Agrigento e uno dei più grandi della Sicilia, mons. Domenico De Gregorio, che è ritornato alla Casa del Padre appena cinque anni or sono, esattamente nel 2006.
E siccome i grandi non possono essere dimenticati, Giovedì prossimo 26 Maggio, alle ore 18,oo, nella Cappella del Seminario di Agrigento, il Capitolo della Cattedrale di Agrigento, celebrerà una Santa Messa in suo suffragio. Subito dopo, nella Sala Chiaramontana dello stesso Seminario, Enzo Di Natali presenterà il libro di don Giuseppe Ferranti dedicato a mons. Domenico De Gregorio.
Mons. Domenico De Gregorio nella sua vita spesa per la ricerca storica ha scritto più di diecimila pagine, una media di trenta volumi di circa trecento cinquanta pagine ciascuno. Non ci sarà studente, come ebbe a dire don Stefano Pirrera, che non si imbatterà con le opere e il nome di Domenico De Gregorio, il quale certamente ha superato anche lo stesso Rocco Pirri ed altri autori che nei secoli passati si sono distinti nella ricerca storica.
A mons Domenico De Gregorio, inoltre, va il tributo di aver passato in setaccio tutto l’archivio Diocesano, cioè si è letteralmente infilato tra i documenti che raccontano la storia della diocesi di Agrigento, tanto che ha scritto l’opera monumentale, composta in diversi voluti, dedicata proprio alla Diocesi di Agrigento.
Come se non bastasse, mond. Domenico De Gregorio ha diretto per più di trent’anni il settimanale diocesano L’Amico del Popolo,riuscendo ad illuminare le coscienze soprattutto nel periodo difficile della contestazione all’interno della comunità ecclesiale.
In questi anni spesi come direttore, inoltre, ha pubblicato una quantità di articoli di alto livello su diversi settori che comprendono la vita ecclesiale, i temi sociali, argomenti politici… Di questi articoli ricordiamo in particolare modo <<Qui è perfetta mafia>>, con il quale egli ha denunziato un costume mafioso diffuso attraverso comportamenti che sono contro il vangelo e il bene comune.


















