Le dimissioni di Giovanni Barbera da coordinatore cittadino del PDL di Agrigento, lasciano nei militanti e nei simpatizzanti del partito un grande senso di amarezza e qualche perplessità.

Non conosciamo le motivazioni che stanno alla base di tale scelta ma se facciamo mente locale non possiamo non ricordare le performance non brillanti delle liste del PDL nell’ultima tornata elettorale amministrativa.


Elezioni che hanno visto quasi scomparire il partito in seno ai civici consessi, interessati alle votazioni.

E’ presumibile che la decisione del coordinatore PDL della città dei templi, Giovanni Barbera, sia stata influenzata, oltre dai risultati elettorali, a cui non può ascriversi in nessun modo alcuna responsabilità, dall’immediato arrivo e dall’immediato utilizzo di nuovi soggetti a discapito di chi da tempo ne ha retto le sorti del PDL con dedizione e sacrificio.

Nell’esprimergli la nostra solidarietà per il modo encomiabile con il quale ha condotto il partito in questi anni, torniamo a rimarcare la disinvoltura di certi personaggi che stanno riducendo il partito in un supermercato o peggio in una giungla, che non tiene nella dovuta considerazione le figure istituzionali elette o, comunque, nominate.

E questo, mentre la guida politica nazionale del partito è affidata all’on. Alfano, per il quale non è, certamente, politicamente salutare il modo di condurre il PDL nella sua città.

Piero Ragusa