E’ un viaggio nel dialetto siculo, quello che serve a non perderci, a riscoprire identità e radici, che Francesco Catania (foto), interprete e narratore ravanusano, conduce avviando un percorso di cultura che lo vede in giro per le piazze a trasmettere la dolcezza delle poesie di autori della nostra terra di Sicilia. “La poesia in vernacolo – dice il poeta – è per me un qualcosa di grande, e la vivo attraverso le parole dei poeti che raccontano quelli che in fondo sono i miei stessi sentimenti; scavando dentro la mia anima poi riesco a trasmetterli al pubblico che mi ascolta”. Da dove nasce questa passione?: “tutto è nato quando per la prima volta, per puro caso ho letto l’opera dello scrittore Francesco Romano (“Lu Miegliu Cuntu”), da li ho scoperto la bellezza di qualcosa, di meraviglioso che appartiene alla nostra vita”. Parlando dei suoi obiettivi: “vorrei far sempre tesoro della poesia e continuare su questa strada che ci fa conoscere le nostre radici in modo da portare avanti ciò che i nostri padri ci hanno insegnato sulla scia della cultura, sia letteraria che contadina”. Nelle sue interpretazioni si rivive ciò che il tempo ci ha fatto dimenticare. L’ amore per la tradizione letteraria fa di Francesco Catania un vero narratore e interprete della poesia popolare in vernacolo siciliano. Nelle sue interpretazioni poetiche il ritmo e la rima aiutano ad esprimere equilibri sottili ed ardui, regalando al pubblico profonde emozioni. Di recente l’artista Catania è stato protagonista come ospite della manifestazione “Officina della Musica” svoltasi a Ravanusa per i festeggiamenti del SS Crocifisso e lo scorso agosto è stato impegnato in uno spettacolo a Favara recitando a memoria dei versi della Divina Commedia di Dante ed è stato premiato per la miglior bravura.

Giovanni Blanda