L’on. Giacomo Di Benedetto, deputato regionale del Pd, esprime il suo giudizio sulla decisione di chiudere la DIA di Agrigento in una nota in cui si legge: “I tagli previsti dal Governo Nazionale nel decreto di stabilità avrebbero come diretta conseguenza la chiusura della sezione DIA di Agrigento, tale decisione, rappresenterebbe un notevole arretramento dello Stato sul terreno della lotta alla mafia e della battaglia per l’affermazione della cultura della legalità, tra l’altro tale determinazione oltre che apparire assolutamente contraddittoria con le affermazioni di uomini Del Governo Berlusconi che hanno definito la lotta alla mafia una priorità, sarebbe percepita proprio perché realizzata in un territorio ad altissima densità mafiosa come quello della Provincia di Agrigento, come un disimpegno dello stato, che rischia di incentivare la riorganizzazione ed il rafforzamento del tessuto mafioso. In questi anni abbiamo assistito a numerose operazioni investigative condotte dalla Dia anche in provincia di Agrigento che hanno prodotto risultati significativi in tutto il territorio della provincia di Agrigento ed in molti casi tali attività hanno avuto il merito di avere decapitato i vertici di cosa nostra,pensare di ridimensionare o di operare tagli alla sezione provinciale della DIA rischia di vanificare il lavoro che da anni prestano con coraggio e alto senso dello Stato gli uomini della polizia impegnati in questo territorio, le ragioni della lotta alla mafia ed il sacrificio anche in termini di vite umane non possono essere sacrificate per giustificare l’ esigenza di contenimento della spesa. Ritengo che l’esigenza di contenere la spesa e ridurre i costi dello stato mal si concilia con la riduzione di importanti articolazioni territoriali dello Stato, il Governo Nazionale piuttosto che operare tagli e smantellare la presenza dello stato nel territorio della provincia di Agrigento dovrebbe rafforzare tutti gli strumenti legislativi che consentano di indebolire anche dal punto di vista economico le mafie, mi riferisco alla confisca dei beni ed al conseguente riutilizzo sociale”.
I Consiglieri provinciali Orazio Guarraci e Leo Vinci dichiarano la loro preoccupazione sulla soppressione della DIA di Agrigento ed in una nota scrivono: “Le banali motivazioni di carattere economico non possono e non debbono sovrastare la necessità e la strategicità del presidio provinciale della Direzione Investigativa antimafia nella provincia di Agrigento. La nostra terra necessita di infrastrutture ed investimenti, ma necessita, fondamentalmente, della presenza dello Stato, che garantisca la sicurezza e assicuri livelli normali di civile convivenza. I brillanti risultati di contrasto alla criminalità mafiosa, da parte di tutte le forze dell’ordine e in particolar moda dalla DIA, testimoniano la necessità dell’azione e dell’operato della Direzione investigativa anti mafia di Agrigento. I sottoscritti, ritengono, che sia necessario e urgente elevare alto il grido di allarme da parte delle istituzioni, pertanto si chiede la convocazione di un Consiglio Provinciale straordinario e urgente, per esprimere il totale disaccordo dei Consiglieri Provinciali, in rappresentanza di tutta la Provincia di Agrigento, auspicando che il Governo Nazionale ponga in essere il rafforzamento, di uomini e mezzi, oltre a nuove risorse economiche, da destinare alle forze dell’ordine che operano nelle realtà ad alto tasso mafioso”.
Occorre urgentemente correre ai ripari e impedire il ridimensionamento di un importante Ufficio investigativo antimafia interforze quale è la D.I.A..
I duri colpi inferti dallo Stato contro tutte le consorterie mafiose oggi rischiano di essere vanificate poiché le mafie, che affliggono da secoli il sano e democratico sviluppo del nostro paese, faranno presto a riorganizzarsi e a mostrarsi più forti di prima.
Occorre che le forze sane del paese intervengano, in parte lo stanno già facendo, affinché il decreto legge di stabilità al comma 21 dell’art. 4 vengano stralciato. E’ giusto ricordare che la Direzione Antimafia in Italia solo negli ultimi 3 anni di attività ha sequestrato beni per circa 5,7 miliardi di euro di cui già 1,2 miliardi di euro confiscati, cifre disponibili che da sole potrebbero finanziare l’attività delle forze di Polizia affinché non vi sia alcuna paralisi del sistema di intelligence investigativo contro la perenne aggressione mafiosa.
Contestualmente, corre l’obbligo denunciare il decurtamento dei fondi destinato al servizio di protezione dei pentiti e dei testimoni di mafia che di fatto ne indebolisce l’importante funzione che, come è noto agli addetti ai lavori, è connessa alla più complessa attività antimafia.
L’antimafia si svolge attraverso una azione di contrasto derivata da una attività costante ed incalzante da parte delle forze di Polizia, il suo indebolimento potrebbe essere il presupposto di un collasso più ampio per l’intera economia del nostro Paese che in questo settore con questo tipo di provvedimenti normativi in campo europeo ed internazionale si sta dimostrando palesemente insensibile oltre che unico.
Lo Spir non cesserà un solo istante di sensibilizzare l’opinione pubblica nel ricordo indelebile di tutte le vittime di mafia siano esse appartenenti alle forze dell’ordine che della società civile, politica e religiose per averle eroicamente combattute affinché non siano state vittime invane.
Cordiali saluti.IL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE SPIR
ANTONINO ALLETTO


















