Alla nascita ci viene assegnato un nome che ci accompagnerà per tutta la vita e, a volte, di esso non ci curiamo più di tanto quando invece è un compagno inscindibile e racchiude il nostro modo di essere da adulti. Le motivazioni che spingono alla scelta di Carlo piuttosto che Giovanni, sono le più disparate: tradizioni locali, familiari, armonia con il cognome, gusto e così via. Oggi, in verità, riguardo al nome molte cose sono cambiate e la società ha ceduto all’ingresso di nomi stranieri, di attori, esotici, coniati per gusto di una novità che stravolge l’antico uso voluto dalla tradizione amante di Maria o Angela, ormai soppiantate dalle più moderne Azzurra o Deborah mentre il povero Antonio è subissato da Kevin o Yuri. Bellissimi nomi anche questi, nulla da eccepire, forse soltanto un po’ lontani dalla classicità anch’essa ricca di bellezza.

Resiste CALOGERO, dal greco Kalos”bello” e da geron “vecchio” quindi “bel vecchio”. Anticamente veniva attribuito ai monaci e agli eremiti. San Calogero è molto venerato in Sicilia specialmente nella zona agrigentina dove, per fortuna poiché è un nome bellissimo, molti bimbi lo portano. Sembrava essere baluardo contro gli indemoniati.


Sempre legato al territorio di Agrigento, luogo in cui è venerato con devozione, è GERLANDO variamente visitato: per l’interpretazione normanna è “colui che difende con la lancia la propria terra”(gher”lancia” land”terra”), per quella francese che affonda le radici nel medio evo germanico, Gernando è “colui che è valoroso con la lancia”(gaira”lancia”, nanths”valoroso”).

Un gioiello dell’onomastica femminile è Sarah ( noi lo usiamo senza h finale) di biblica tradizione e dal significato di “signora” o anche “principessa”. Questo nome fu portato dalla moglie di Abramo che fu madre di Isacco.

Antico ma non meno bello è MICHELE dall’ebraico Mi- Kha’ El in cui compaiono le parole mi(chi) kha (come) El (Dio); Elohìm significa Dio. Pertanto Michele racchiude la domanda :” Chi è come Dio?”. Nelle Sacre Scritture si legge che l’Arcangelo Michele guida le schiere degli angeli fedeli a Dio contro gli angeli ribelli capeggiati da Satana e li sconfigge al grido di :” Chi è come Dio?”

Anche ALESSANDRO ha sconfitto il tempo vuoi per lo splendore del nome in sé vuoi per il senso di grandiosità storica che mai lo ha abbandonato. Chi non ricorda Megas Alexandros cioè Alessandro il Grande, uno dei più insigni strateghi e conquistatori della Storia? L’uomo che come una saetta conquistò l’Impero Persiano,dall’Asia Minore all’Egitto fino a giungere nell’India settentrionale? Il nome si compone di alexéin “proteggere” e andròs”uomo” quindi “difensore dell’ uomo “

Un discorso a parte merita ANDREA che oggi per moda estera viene dato anche alle bimbe. Il femminile di Andrea è Andreina in verità da sempre, ma oggi ciò appare molto superato. Il sostantivo che genera questo nome potrebbe essere andréia “forza” oppure anèr- andròs “uomo, valoroso”. Io credo che alcuni nomi siano adeguati solo per un sesso e non per l’altro; mai chiamerei un bimbo Maddaleno.

BARBARA in epoca romana veniva assegnato alle serve con dispregio poiché per i Greci bàrbaros era colui che balbettava la lingua greca (ba-ba) quindi straniero ed anche alquanto incivile, come tutti coloro che non si esprimevano in questa lingua. Anche in questo caso come il nome si addice alle fanciulle che ne ingentiliscono il significato, così non sarebbe per un maschio

FLAVIO ci porta all’onomastica latina poiché flavus era “biondo” come il Tevere che oggi, purtroppo, tanto biondo più non è.

AUGUSTO si può accostare alla funzione degli auguri che interpretavano la volontà divina quindi andava onorato tutto ciò che essi consacravano; il verbo augeo ha un suo ruolo poiché che vuol dire “accrescere”

LUDOVICO entra in casa nostra per le invasioni barbariche e sembra che oggi stia avendo un momento di rinascita. In origine era Hlodwig( hloo” gloria” e “ wig” battaglia”)

Insomma la scelta del nome è per fortuna ampia e per altrettanta fortuna rari genitori, oggi, chiamano il loro figliolo Folcacchiero o Matazone o ancor peggio Tremulo console di Roma nel 448(il poverino non era un vigliacco tremebondo come il nome potrebbe far credere ma era purtroppo per lui, sofferente di malaria), né vogliono imbarazzare la propria creaturina imponendogli Telesforo, Quadrato o Protasio. Anche le femminucce, per fortuna, non rischiano più di chiamarsi Ullania, Valburga o Fredesvinda e Gudruna che seppur ci portano indietro nel mondo medievale, suonano piuttosto stranamente in quello contemporaneo.

Maddalena Rispoli