Negli ultimi mesi si è riaccesa notevolmente la polemica riguardo la legalizzazione delle droghe leggere: la Toscana e la Puglia hanno, ad esempio, inserito nei propri programmi sanitari regionali l’uso di cannabinoidi per i malati terminali che ne fanno richiesta, inoltre sulla rete si possono trovare facilmente degli “smartshop” presso i quali si possono comprare spore di funghi, semi di cannabis e tanti accessori adatti al consumo della marijuana.

C’e’ chi pensa e auspica che sia veramente arrivato il momento che i nostri politici mettano da parte il moralismo e pensino di legalizzare le droghe leggere, così come anche la prostituzione, e c’è chi, invece, probabilmente da convinto sostenitore del proibizionismo, si oppone ad un qualsiasi tipo di liberalizzazione o legalizzazione. Le reazioni e le opinioni di ognuno possono ovviamente essere differenti ed in antitesi tra loro. Antitesi che la settimana scorsa si è verificata in seno alla giunta comunale di Bologna, che ha avuto un’eco a livello nazionale. Sull’onda delle dichiarazioni di Vasco Rossi, l’assessore alla Legalità Nadia Monti si è espressa in modo favorevole alla legalizzazione della cannabis (leggi qui), prendendo come esempio il sistema olandese e facendo notare come siano state sfatate alcune grandi convinzioni, come quella secondo cui consumando le droghe leggere si passi poi direttamente all’uso di quelle pesanti e la legalizzazione e il libero consumo inducano ad un utilizzo sempre maggiore. Inoltre, sempre secondo Nadia Monti, legalizzando si ridurrebbe anche il profitto della criminalità, oltre ad aumentare il gettito fiscale per l’Erario, che si calcola supererebbe il miliardo di euro, considerando i 4 milioni di consumatori abituali di marijuana presenti in Italia. Come detto, non si sono fatte attendere le reazioni contrarie, con l’assessore alla Salute del comune bolognese, Luca Rizzo Nervo, che ha risposto alla collega Monti affermando che “la cultura della droga va combattuta con determinazione” e che “ai giovani sia offerta una prospettiva più divertente e creativa che la droga”. Anche il leader de La Destra, Storace, si è dichiarato contrario, affermando in un’intervista che la legalizzazione delle droghe è una “castroneria”.


Ma mentre in Italia il dibattito su questo tema sembra oramai interminabile, c’è una nazione nel mondo che è passata ai fatti ed ha creato il primo caso di droga di stato al mondo. Infatti, in Uruguay, il governo, con il consenso e l’approvazione del Presidente della Repubblica José Mujica, sta legalizzando la produzione, la vendita e il consumo della cannabis. A differenza dell’Olanda, dove la coltivazione di semi di canapa e la produzione di cannabinoidi non è regolamentata, l’Uruguay creerebbe, invece, il primo monopolio di Stato sulle droghe leggere, dove, appunto, la produzione e la vendita è gestita direttamente dallo Stato (o dagli eventuali concessionari). L’iniziativa del governo è voluta soprattutto per combattere i cartelli della droga e per ridurre il contrabbando e il consumo delle droghe pesanti. Inoltre lo stesso Presidente Mujica ha dichiarato che la cannabis è da reputare allo stesso livello degli altri vizi, come l’alcool o il fumo.

In molti sono curiosi di sapere come proseguirà il dibattito, e soprattutto se ci saranno degli sviluppi concreti e delle aperture da parte del mondo della politica italiana.

A cura di Domenico Travaglio