L’Autore di questa poesia, di indubbia forza rappresentativa, si presenta al lettore illustrando l’affascinante mondo della Fisica con immagini di rara intensità in cui si può ascoltare il respiro dell’immenso percependo la piccolezza dell’uomo, puntino nel disegno armonioso del sistema, in cui vive illudendosi di esserne padrone. Il Poeta, Sylvester, è uomo di Scienza senza dubbio e ciò si comprende dalla tematica trattata; apparentemente difficoltosa per chi non appartiene a questo filone però è molto interessante come egli riesca a far partecipare il lettore al grande mistero rendendo fruibile quanto espresso. Sembrerebbe in antitesi il mondo della Poesia, sentimentale ed astratto, con quello della Scienza, concreto e speculativo, ma Sylvester ed in ciò gli si ascrive grande merito, riesce a coniugare entrambe le posizioni rendendole complementari e non solo. La dicotomia Fede e Scienza sembra annullarsi poiché” …univoca voce/ dell’eco divino ovunque risuona/ in mille diverse entità” e la grandezza del Creato sente risuonare la voce del suo “Massimo Fattore” . Il vocabolo è sempre robusto e puntuale, l’architettura del verso ingloba il lettore nella potenza di luce irradiata dal sole. Io non aggiungerò oltre, rimando ai lettori le sensazioni dettate dai versi di Sylvester.

Maddalena Rispoli


SOLE

Fotonica luce risplende e confonde

Di raggi diffusi diffratta realtà

Di cosmica essenza.

Come pioggia luminosa

Tempesta s’abbatte,

Partorita da un ventre lontano

Indifferente all’umano,

a scandire l’effimero tempo

irradia,irraggia, abbraccia,riflette

del buio più atro il ventre squarciato

trionfa splendente elettronica fuga

di ionico plasma.

Né tempo né spazio, univoca voce

Dell’eco divino ovunque risuona

In mille diverse entità.

Magnetico vento immediato e silente,

emerge possente a confondere

di borea l’ovattata aurora.

Galattica essenza

Astrale,dispersa presenza

Galleggia sospesa in corsa veloce

L’espansa realtà nell’oceano

Dei soli lontani

Sylvester.