Appena fuori dalla città, un Cimitero racconta tante storie vissute nel tempo da piccoli e grandi i quali intrecciano, dal paese delle ombre, con chi resta un muto dialogo che non ristora l’anima ma lenisce il dolore della perdita. Così fu per Marziale quando la piccola Erotion fu rapita prematuramente:

A te Frontone padre e a te, Flaccilla madre,


rimetto questa bimbetta amorevole e dolce,

fate che non tema,la tenerella Amoruccio,

né l’ombre atre né le zanne mostruose

dell’infernale Cane.

Avrebbe trascorso il suo sesto inverno

Ancora vivendo altri sei giorni.

Tra voi, sentinelle del tempo,garrula,

giochi

e con ancora stentate parole gorgheggi

il mio nome.

Una morbida zolla copra le tenere ossa .

Madre terra, a lei sii lieve

Com’essa a te lo fu.

Gli strali della morte si abbatterono anche su Catullo strappandogli il fratello e non gli rimase che piangere silenziosamente, nella primavera del 56, quando di ritorno dalla Bitinia sostò nella Troade a intavolare un muto colloquio portando i doni funebri secondo l’antico uso degli antenati. E’ un addio struggente e disperato che ancora oggi riesce a toccare le corde più profonde dell’anima.

Popoli conobbi e mari in burrasca a lungo solcai

Fin quando, o fratello, alle tue spoglie mi chinai

Ed offerte di latte, miele, olio, di vittime sangue, sale

A te portai per cancellare della morte il male

Che te volle con feroce artiglio ghermire

Per chiuderti in eterno e malevolo dormire!

Dei padri il costume ho sempre ricordato

E, seppur dolente,con enfiato cuore

I miei doni, accetta con tutto il mio amore

Fratello mio, con l’animo mio dolente

Ti dico addio e ti stringo al petto, silente.

Trad. Maddalena Rispoli.