Personaggi:
Comare Genuflessa
Comare Maricchia
Comare Carmelina
Interno di una stanza. Le tre donne sono intente a cucire capi di abbigliamento tratti da un tavolo che ne è pieno. Il linguaggio è intriso di vocaboli in vernacolo reso impuro dall’Italiano a sua volta stentato e piuttosto sgrammaticato.
Comare Genuflessa: (sospirando)… E comu voli Diu
Comare Maricchia: (risponde al sospiro con uguale intensità)… E so matri Maria
Comare Carmelina:(altro sospiro) …E tutti l’anciuli du Paradisu.
Breve intervallo silenzioso. Le donne proseguono il loro lavoro con gli occhi bassi.
Maricchia: Cummari Cammelina…
Carmelina: (con vivacità) Chi fu, cummari, chi fu …diciti, diciti..
Maricchia: Nenti, nenti…mah, pensavo a quelle povere anime del Purgatorio che stanno aspettando questi panni per coprirsi dal freddo.
Genuflessa: Povera genti…Certo che per coprire, poco c’è. Guardate qua, ogni pirtuso (infila il dito in un buco) è quanto una casa.
Maricchia: Sicuro sicuro, che questo è regalo della Baronessa Piccarda. Quella ci leva la pelle al pidocchio e con l’ossa per i cani ci fa il brodo. Per risparmiare…
Carmelina: (con voce misteriosa) Pensate che ai servi ci conta i bocconi e quando i braccianti raccolgono le arance devono fischiare per paura che si mangiano qualche cosa e che in cucina vuole condire lei, così l’olio col contagocce lo può mettere. Il Baronello si era innamorato della figlia dello speziale Cammarale, tanta biddicchia e femminuna di casa, ma lei rovinò tutte le cose perché la dote ci parse troppo poca.
Genuflessa: Ma lo speziale uomo ricco è; con tutto il sangue che ci suca(succhia) alla povera gente per un medicinale…
Carmelina: Vero è, ma non ci volle dare alla figlia le campagne di contrada Ficuzza che invece alla Baronessa ci facevano tanta gola
Maricchia: (con tono quasi imperioso) Avanti, cummari, cucite vasannò(altrimenti) i poverelli hanno voglia d’aspettare…
Carmelina: Mah… viditi chi cosi…
Genuflessa: Lo diceva sempre mia madre che la carità cosa fondamentale è.
Carmelina: Don Santo, dal pulpito, tutte le femmine del paese invitò a cucire per i mischinelli e per la vera carità cristiana.
Maricchia: Brava persona Don Santo,santo di nome e di fatto. Macari i soldi a compari Nanni “lo sbrafato”(l’afono) ci prestò, quando questo non poteva pagare le medicine per la giumenta; in paese si dice che gli fece un fido di quaranta lire.
Genuflessa: Però u compari in garanzia la campagna di Montelungo gli diede.
Carmelina: Per un prestito una garanzia sempre ci vuole…(saccente)
Genuflessa: Purtroppo per Nanni gli interessi gli raddoppiarono ogni giorno e così ci perse piccioli, campagna e giumenta macari (anche)che gli morì con tutte le cure.
Maricchia: Che ci volete fare , cose che capitano agli uomini sono.
Carmelina : Certo a Rosina” la coniglia” il prestito Don Santo glielo fece senza interessi.
Genuflessa: E che ne sapete voi che invece gli interessi non li pagò in natura?
Maricchia: Maria, chi siti linguti! Avanti lavorate che i poveretti aspettano… Talè questo deve essere il pantalone del ferraro Nicola.
Genuflessa: E voi che ne sapete?
Maricchia: In primisi è lordo che fa schifiare puru li cani, in secundisi sono più le toppe che la stoffa rimasta, in terzisi quella grandissima miserabile e piducchiusa della moglie tutti i bottoni ci levò prima di darlo… e poi fete !
Carmelina: Cucite, cummari, cucite che i poverelli aspettano le nostre buone azioni…questa deve essere la coppola dell’argentiere Sucato.
Genuflessa: Talè, ce la vedeste in testa?
Carmelina: Ma no, non vedete questi due buchi sono in corrispondenza delle corna che gli sbattono come frasche sotto il vento e macari la coppola ci bucarono…
Maricchia: Ma che cosa mi contate, l’argentiere cornuto è?
Carmelina: Cornuto? Cornutissimo, ma contento perché la moglie si fa regalare solo gioielli dagli amanti e lui li squaglia e se li rivende.
Genuflessa: Grandissimo vastaso…(mascalzone) Ma voi certa siete?
Carmelina : Certissima. La notizia mi venne di prima mano dalla commare Gerlanda “a panzuta” che non solo abita di fronte all’argentiere ma è anche riconosciutissima e serissima tromba del paese…
Genuflessa: Allora la fonte è certa, da panzuta tuttu si po’ diri, ma le sue parole sono sempri cristalline di verità! A mia, (con fare misterioso), mi contò un fatto segretissimo che lei aveva saputo da Don Tano “u cimiciaru”…(il miserabile)
Carmelina: E cu è?
Genuflessa: Comu, cu è? U cristianu che porta i fogli con le canzonette per quelli che sanno leggiri. Insomma, dovete sapere, che inventarono una carrozza, senza tetto che la gente si assetta tutta e quello strumento corre senza scecco, sopra ai ferri, si chiama treno e presto puru ‘cca lo faranno da Girgenti a Naro!Pensate che alle signore di Palemmo che ci salirono ci pigliarono gli svenimenti per quanto correva veloce…
Maricchia: Padre, Figlio e Spirito Santo, mi voglio fare la croce con la mano manca. Niente più si capì su questa terra. Mah, lavoriamo…(pausa con sospiro). Commarelle mie, per fortuna che i poverelli hanno noi, brave femmine pietose che lavoriamo per loro se no,mischinelli, chi ci pensava? E poi, il nostro lavoro, preghiera è.
Genuflessa: Giustissimo, lavorare nel silenzio, cosa santa è.
Carmelina: Che dite , commare, santa ? Santissima!
Maddalena Rispoli


















