Il nostro autore è davvero un pozzo senza fine nel presentarci personaggi che, all’epoca, erano anche in vista dal momento che molti sono riconoscibili. Certamente i suoi strali si abbattono specialmente su abitudini personali, oggi, piuttosto discutibili e bisogna dire che il linguaggio cui ricorre non è certo quello da presentare in un salotto ma, si sa, per i nostri antenati il realismo linguistico faceva parte del loro modus vivendi; lo stesso Catullo che tutti noi conosciamo come il cantore dell’amore indulge in molti carmi ad insospettabili vocaboli. Rimane di certo una grande ironia e tanta osservazione dell’umanità che lo circondava. Gli epigrammi sono davvero un capolavoro ed io cercherò di renderne alcuni fruibili modificando, in alcuni punti troppo osé, il vocabolario usato dal Poeta. Bassa è circondata sempre da donne per questo nessuna chiacchiera osa sfiorarla anzi è paragonabile a Lucrezia la virtuosa che preferì suicidarsi davanti al padre ed il marito Collatino, dopo la violenza oltraggiosa patita per opera del figlio di Tarquinio il Superbo. Potenza dell’abbaglio: Bassa si comporta a letto facendo la parte dell’uomo e così agendo mette in atto un adulterio senza che vi sia un uomo. Un bel pasticcio, non v’è che dire! Adesso è il turno di un certo Cotilo che mostra alcune pretese per quanto riguarda il cotilum, una vasca sita nel calidarium in cui da una a dieci persone potevano introdursi. Ebbene Cotilo non vuole che alcuno entri in vasca prima di lui, ma perche? Forse teme di doversi bagnare nell’acqua in cui altre parti basse si sono immerse? Il problema rimane anche se lui entrerà per primo; infatti la sua parte bassa si immergerà prima della testa comunque. Filenide piange sempre da un solo occhio. E’ mai possibile che ciò avvenga? Sicuro: è guercia. Anche il medico ha le sue pecche. Marziale, indisposto, lo chiama e lui si presenta con un codazzo di cento scolari dalle mani fredde che iniziano a palparlo. Risultato: prima la febbre non c’era, ora si. Adesso è la volta di Celia che si offre a tutti; ai Parti, ai Germani, ai Daci, ai Cilici e ai Cappadoci. Addirittura per lei giungono fin dal lontano oriente e dalla Scizia. Insomma, mia cara, sei una romana possibile che nessun romano ti piaccia? Non mancano momenti di tenerezza. Riposa qui Erotion, ombra tenerella, rapita dal Fato crudele nel suo sesto inverno. chiunque tu sia dopo di me proprietario del campicello, non dimenticare mai di recar tributi ai suoi piccoli Mani: per questo tu abbia un focolare sempre acceso, la famiglia sana e salva; conserva questa pietra nella tua terra. Gli strali colpiscono gli obiettivi con acuta osservazione e non perdonano, nel contempo, però, ci offrono quadretti in cui le informazioni sono per noi preziose. Tutti sanno che il vino Falerno, prodotto in Campania, era davvero il migliore. Quello Vaticano era di gran lunga scadente. Ed ecco un rimprovero per Tucca che mescola il Falerno con il mosto contenuto in anfore vaticane. Quale offesa per gli ottimi vini, quale delitto e soprattutto, quale ingiuria per gli ospiti! Nessuno si salva dall’osservazione dell’Autore: Elia aveva quattro denti, con un colpo di tosse ne sputò due, con un secondo colpo di tosse ne caddero altri due. Adesso può tossir tranquilla, non c’è più nulla da eliminare. Non manca poi chi invita a casa sua e pappa le leccornie senza far partecipare gli ospiti. Ma siamo matti, Ceciliano a mangiare da solo i boleti? Noi ospiti, oltre che guardarti non possiamo far altro che augurarti la fine di Claudio al quale la moglie Agrippina propinò un bel piatto di funghi avvelenati aprendo la strada all’impero di Nerone.Insomma Marziale fu l’osservatore esterno di quella società che gli tributò il successo, forse non si integrò perché si sentì sempre un figlio della provincia dagli usi rustici e rurali, lontana dalla vita intellettuale e raffinata che l’Urbe offriva ai suoi figli eletti. Comunque siano andate le cose, l’Autore ci ha lasciato un capolavoro immortale, ritratto imperituro di accadimenti che, seppur lontani nel tempo, continuano a parlarci con incredibile modernità.

Maddalena Rispoli