Si inagura con questo articolo una rubrica dal titolo emblematico “articolo 1″. L’articolo 1 a cui ci si riferisce è quello della Costituzione Italiana che recita ” L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” da questo si intuisce il valore che i padri costituzionali hanno voluto dare al lavoro ed effettivamente il lavoro “dovrebbe” contribuire al progresso civile, morale ed economico di una società. Ma nella realtà è veramente così? Come vanno le cose nel quotidiano? Dopo una riforma del lavoro che ha lasciato scontenti le parti sociali, indebolendo le tutele dei lavoratori (riforma art.18) e aumentando la burocrazia a carico delle aziende, provocando una situazione di incertezza normativa e di conseguenza un blocco delle assunzioni; il governo sta correndo ai ripari prevedendo tutta una serie di incentivi all’occupazione, con la speranza di invogliare le aziende a superare questo stato di crisi delle assunzioni e regolarizzare i lavoratori. Allo stato attuale un’ azienda che vuole assumere un lavoratore, senza alcun beneficio o sgravio, deve farsi carico oltre che dello stipendio, giustamente dovuto al lavoratore per la propria opera, di circa un ulteriore 70% devoluto per tasse, contributi ecc…
Alcuni incentivi erano già previsti nella riforma del lavoro, ma l’applicazione era stata rimandata a partire da gennaio 2013. Forse guardando al deludende risultato di quella che si potrebbe definire l’antiriforma del lavoro che non ha prodotto i risultati sperati, poichè non ha incentivato l’occupazione e non ha diminuito il carico contributivo a carico delle aziende, anzi ha previsto un contributo aggiuntivo per alcuni tipi di contratto, l’esecutivo sta cercando di arginare il danno di una crisi economica che ha generato lutti e tragedie dovuti alla disperazione.
Di seguito si elencano una serie di nove agevolazioni, sgravi o incentivi a titolo esemplificativo e non esaustivo a cui un’ azienda può accedere.
Dal 18 Ottobre è operativa l’agevolazione prevista dal decreto interministeriale firmato dal ministro del lavoro che concede un contributo alle aziende che assumono sino al 31/03/2013, giovani fino a 29 anni di età e donne di ogni età, prevedendo, in base al tipo di trasformazione o assunzione differenti contributi economici a favore delle aziende.
La gestione del premio è affidata all’Inps che lo liquiderà seguendo l’ordine cronologico di invio delle domande in modalità telematica, secondo istruzioni.
Per l’assunzione di giovani con contratto di apprendistato gia nel 2012 è stato previsto un bonus di Euro 4.700,00 a fondo perduto a seguito di esclusiva richiesta telematica da effettuarsi entro il 31/12/2012; nonchè lo sgravio totale dei contributi a carico azienda per tre anni per le realtà sino a 9 dipendenti.
Un ulteriore incentivo è quello previsto per le assunzioni effettuate a partire da gennaio 2013 (di cui si accennava prima) per lavoratori disoccupati da più di 12 mesi ultra cinquantenni, prevedendo questa volta uno sgravio contributivo del 50% dei contributi dovuti dall’azienda per il lavoratore interessato.
Adesso la palla passa ai datori di lavoro che non dovranno lasciarsi sfuggire l’occasione di regolarizzare i rapporti di lavoro, sia per non incorrere in pesanti sanzioni e sia per dare dignità al lavoratore che presta la propria opera all’interno dell’azienda e che per rendere al massimo ha bisogno di sentirsi tutelato dal punto di vista previdenziale e legale.
Un buon imprenditore è consapevole che bisogna investire sul capitale umano, e farlo significa rispettare l’uomo o donna lavoratore o lavoratrice che presta la propria opera ” Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficente ad assicurare a sè a alla famiglia un esitenza libera e dignitosa” (art.36 della Costituzione), di contro i lavoratori che vengono rispettati devono immedesimarsi in quei datori di lavoro che fanno sacrifici quotidiani per garantire un salario ai propri dipendenti e fanno fatica a portare avanti una realtà economica tra pressione fiscale e crisi economica.
PETROTTO GIUSEPPE
CONSULENTE DEL LAVORO


















