E’ un personaggio che ancor oggi evoca mistero e impenetrabilità per ciò che fu e che rappresentò: approfittatore oppure taumaturgo talmente ricco di poteri occulti da raggiungere il cuore della corte imperiale russa e con essa la Zarina Alessandra, mater dolorosa per un figlio, il piccolo Alessio, sempre ad un passo dalla morte a causa dell’emofilia ? Mistificatore dallo sguardo magnetico oppure santo monaco guaritore? Nicola, Zar di tutte le Russie, è un debole e di fronte alla moglie Alessandra, ormai instabile a causa della situazione del figlioletto, ed è totalmente remissivo. Padrone della terra russa, sterminata e difficile da governare a causa della sua vastità e della politica ancora legata a sistemi medievali, non si rende conto che i tempi sono ormai ad un grave tempo di rottura, è certo soltanto che la corona gli venga direttamente da Dio, per cui nomi come Lenin, Trotzkj, Kerenskj non lo preoccupano assolutamente. E’ sicuro che l’emanazione divina del suo potere sia inattaccabile. Non immagina nemmeno lontanamente che la corona nuoterà in un lago di sangue trascinando al fondo tutta la famiglia imperiale. Per ora la sua strada è legata a quella di Alessandra che sempre più lo annega nell’isolamento cui si è votata insieme al piccolo Alessio sempre ad un passo dalla morte. Tutto ciò finché la situazione non diviene ancor più drammatica quando all’orizzonte compare un sedicente monaco taumaturgo: Rasputin.
Era nato nel Luglio del 1871 a Prokovoskol, un villaggio siberiano nei pressi degli Urali e non era stato mandato a scuola poiché il padre la riteneva immorale e contro la religione. Da piccolo con il fratellino Misha era caduto nei gorghi del fiume Tjura ma aveva salvato se stesso ed il bimbo contraendo una forte polmonite che gli aveva permesso di vedere, in delirio, la Vergine la quale lo aveva sollevato da morte certa. Così affermava. Da ciò ebbe inizio il suo vagabondare di villaggio in villaggio per predicare ai contadini che si raccoglievano numerosi con doni sempre ben accetti. Cominciò a valutare il forte ascendente che sprigionava dalle sue parole e dallo sguardo allucinato e magnetico il quale colpiva, in primis, le donne. Queste ultime furono sempre nei suoi pensieri e nei suoi desideri, infatti non disdegnò mai le alcove; dalle più povere fino a quelle più elevate delle dame di corte che riscaldò con molta solerzia e senza risparmio di energie. A venti anni si sposò ed ebbe un bimbo morto a pochi mesi il che comportò una rinnovata visione della Vergine che lo spingeva a divenire starec, cioè monaco viaggiante. Frequentando una setta contraria alla Chiesa ortodossa ufficiale, si convinse che l’uomo solo percorrendo la via del peccato avrebbe potuto liberarsi da esso intraprendendo la strada del pentimento e il raggiungimento successivo della catarsi. Naturalmente l’erotismo era parte integrante di questa sorta di terapia ascetica e non confessò mai di darsi a queste pratiche settarie. Si rinchiuse nel convento di Verchoturje, vi rimase un anno, se la prese con la Chiesa ortodossa ma si ritenne monaco e riuscì ad entrare in contatto con le alte sfere religiose in cui si insinuò giocando molto bene il suo ruolo di uomo guidato da Dio. Preceduto dalla fama, la strada lo condusse a San Pietroburgo nel salotto di Olga Lochtina, moglie di un consigliere di Stato, e da lì al capezzale del piccolo Alessio Romanov che moriva dissanguato per l’emofilia. Ripeté il suo rito solito: preghiera, sguardo allucinato, pressione psicologica ed il bimbo fu salvo nelle braccia della madre che gridava al miracolo e chiedeva al monaco di restare a corte. Era il 1905.
I salotti se lo contendono e le signore fanno a gara per entrare nelle sue grazie, lodano la sua santità che in realtà egli condisce con incredibili bevute di vodka ingollate a dismisura con tutti i tipi di cibo. La prima guerra mondiale bussa alle porte ed egli cerca di agire politicamente sulla zarina affinché convinca lo zar Nicola ad estraniarsi dagli eventi bellici ma a Corte i suoi maneggi sono invisi anche perché oltre a vantarsi di avere un forte ascendente sulla zarina è solito intascare sostanziose bustarelle da chi necessita di favori. La sua posizione è dunque intollerabile per cui la nobiltà decide che è ora di eliminarlo affinché non noccia più e si sceglie come data del complotto la notte tra il 16 ed il 17 Dicembre 1916, notte in cui il Principe Jussupov lo condurrà prima a casa sua per un pantagruelico spuntino a base di Madera e pasticcini (rigorosamente avvelenati con abbondante cianuro dal Dott. Lazavert) e poi nel quartiere zigano per una ricca orgia. Rasputin non se la sente di rinunciare al sollazzo prospettato. E così vien fatto ma dopo aver mangiato e ben bevuto, l’uomo è ancora vivo e vegeto mentre Jussupov terrorizzato corre al piano superiore dagli altri congiurati per sapere che cosa fare. Si decide per la pistola; a quella non potrà resistere! Infatti viene colpito con grande gioia dei congiurati i quali discutono su come fare sparire il cadavere che nel frattempo si è alzato e si è allontanato in giardino. Viene raggiunto sulla neve e a randellate viene finito,legato e gettato nel canale Malaja Mojka. Fu detto poi che era ancora vivo e che era morto affogato poiché era riuscito a sciogliersi una mano in acqua. Il braccio era in atto di farsi la croce. Vero? Falso? Chi può dirlo. La Zarina si disperò e pianse lacrime amare mentre lo Zar accolse la notizia con una certa indifferenza e con il pensiero rivolto a quanto cominciava a sgretolarsi sotto i suoi piedi senza sapere ancora che il vento di rivoluzione avrebbe spazzato con violenza la Santa Madre Russia e la famiglia Romanov di un sol colpo.
Maddalena Rispoli

















