Tutti abbiamo conosciuto le favole di Fedro, scrittore latino giunto a Roma giovanissimo come schiavo, e lo abbiamo apprezzato sa castigare i vizi degli uomini. E ciò con eleganza e maestria, indagando all’interno dell’animo umano che sembra non avere alcun segreto per lui. Famosissima è la storia del lupo e dell’agnello che altro non è se non la denuncia della prepotenza e della sopraffazione che il tempo non ha mai sopito nell’essere umano.
Allo stesso ruscello un lupo ed un agnello
Giunsero,
spinti dalla sete; il lupo era più in alto
mentre l’agnello molto più in basso.
Il predone allora stimolato
Dall’insaziabile gola
Subito volle attaccar briga e disse:
“Come osasti sputare nell’acqua in cui bevo?”
E il laniero tremando:
“ E come potrei far questo, signor lupo?
Ti servi prima tu del prezioso liquido.”
La forza della verità colpisce il mascalzone.
“Sei mesi fa sparlasti di me”disse di rimando.
Il lanigero non tace:
“Signor mio,io…io non ero ancora nato!”
“E allora, accidenti, fu tuo padre il chiacchierone”.
Così gli balza addosso e sbrana il meschinello.
Adesso ascoltate la morale:
i prepotenti schiaccian l’innocente
con motivo inventato che non vale niente.
Fedro ne ha per tutti, anche per coloro i quali credono nell’apparenza a dispregio della sostanza.
Una volpe si imbatté per caso in una maschera
Tragica.
“Quante arie, disse, ma dov’è il cervello?”
Adesso ascoltate la morale:
la sorte può regalarti onore e gloria, io penso
però attento, può darti quelli e toglierti il buon senso
E che dire di quando siamo pronti a criticare gli altri dimenticando i nostri errori? Se avessimo soltanto una briciola di umiltà, quanti errori eviteremmo!
Il buon padre Giove di due bisacce ci fè dono:
l’una con vizi altrui appese al petto,
l’altra dei nostri colma gettò alle spalle.
Adesso ascoltate la morale:
le nostre malefatte vedere non possiamo,
ma se l’amico sbaglia, come critichiamo!
Traduzione di Maddalena Rispoli


















