A Westminster una biga con due cavalli rampanti troneggia a perenne ricordo della donna che, con la lancia in mano ed il braccio sollevato incita i passanti in atteggiamento bellico avendo accanto le due figlie . Fiera e sprezzante questa donna è Boudica, regina della tribù degli Iceni vissuta nella zona di Norfolk e Suffolk e ardente condottiera della rivolta anti romana che dette a Roma molto filo da torcere. Di lei Tacito narra che forse fu di famiglia nobile e che ebbe modo di apprendere l’arte militare, poi avrebbe sposato Prasutago con cui ebbe due figlie. Il marito pensò, morendo, di poter tenere a bada Nerone lasciando il regno diviso tra la moglie, le figlie e l’Impero Romano che però non riconosceva alcuna validità all’eredità se non fosse avvenuta per via maschile e così, morto Prasutago il suo regno fu annesso dai romani considerandolo come terra conquistata e non solo le terre vennero confiscate ma iniziò una serie di nefandezze e prepotenze fino a considerare gli stessi nobili come schiavi, la popolazione venne umiliata con vessazioni continue ed angherie che condussero Boudica a protestare contro questo stato di cose. Avvenne allora un fatto che si denunciò in tutta la sua gravità: la regina fu denudata pubblicamente e frustata mentre le figlie vennero stuprate scatenando così la furia della donna che la portò a ribellarsi mentre il proconsole romano Gaio Svetonio Paolino stava conducendo una campagna contro i druidi dell’isola di Anglesey nel Galles settentrionale . Essa riunì Iceni e Tinovani ed alla loro testa marciò contro la colonia romana di Camulodunum, oggi Colchester, in cui trovò subito accoglienza dalla popolazione locale stanca dei soprusi e dell’arroganza cui i veterani l’avevano sottoposta. La reazione fu immediata e gli assedianti ebbero la meglio sui difensori che dovettero rifugiarsi nel tempio del Divo Claudio per due giorni prima di capitolare nonostante il futuro governatore Quinto Petilio Ceriale cercasse di riconquistare la città. Anche Londinium, oggi Londra, fu assalita, incendiata e rasa al suolo senza che Paolino intervenisse a causa di truppe numericamente insufficienti, la stessa sorte toccò a Verulanium, St Albans,e fu dovunque una strage di notevolissima entità. Intanto Paolino riorganizzò l’esercito e nonostante di numero inferiore ebbe la meglio nel decisivo scontro contro Boudica essendo tatticamente superiore ai ribelli. Fu così che la regina combatté stringendo indomita la sua lancia in mano e sventolando la rossa capigliatura che le ricadeva lungo i fianchi. Concluse la sua vita avvelenandosi. Di lei scrisse Tacito negli Annali e nell’Agricola nonché lo storico Cassio Dione nella Storia Romana, entrambi ne tracciarono un profilo di fierezza celtica che un grande segno lasciò per il coraggio indomito con cui era capace di incitare gli uomini al combattimento senza mostrare mai alcun segno di cedimento ma al contrario mostrando ciò che colpì fortemente l’ammirazione degli scrittori: il coraggio “virile” di questa donna.
Maddalena Rispoli


















