“Il deputato siciliano Venturino che si tiene i soldi è un pezzo di merda”. Lo avrebbe detto Beppe Grillo ai parlamentari secondo quanto riporta su Fb l’addetto alla comunicazione del M5S, Daniele Martinelli.

“Non è facile restituire tutti quei soldi“. Salvatore Siragusa, deputato regionale all’Ars del Movimento 5 stelle, commentando la vicenda Venturino, senza giustificare l’ex collega di partito, apre un “varco” nella dibattuta vicenda della diaria.


Antonio Venturino, estromesso ieri dal gruppo parlamentare dell’Ars, che aveva espresso un giudizio politico sulla gestione del Movimento, soprattutto a Roma, sulla questione diaria, era stato chiaro: “Sul piano della rendicontazione, ho espresso l’inopportunità di fare la stessa per evitare attacchi e speculazioni da parte di chi passa il proprio tempo davanti ad un pc a fare le pulci su chi e come spende cento euro in più o meno”.

Per Venturino insomma  rendicontare è inopportuno, schierandosi  dunque con i deputati e senatori che, in un referendum indetto sul blog di Beppe Grillo, hanno scelto di trattenere tutta la diaria. Venturino afferma di non essere l’unico a pensarla come lui, e, visto l’esito del referendum c’è da credergli.

Secondo il regolamento del movimento però, l’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà.

I parlamentari a 5 stelle hanno deciso di disobbedire al duo Grillo-Casaleggio. Infatti un referendum ha stabilito, con il 48,48%, che la diaria debba essere completamente trattenuta dall’eletto, il quale deve stabilire, secondo coscienza, quanto rendicontare. Un vero atto di disobbedienza al comico genovese, che ha costretto Grillo a presentarsi oggi a Roma, per strigliare i deputati.

Dopo il referendum e dopo le proteste del web contro la scelta dei deputati, si apre il fronte diaria anche in Sicilia. I 15 deputati grillini in Sicilia sono stati infatti i modelli di Beppe Grillo e del Movimento nella corsa per le elezioni politiche dello scorso febbraio. L’isola felice che tutti i deputati e senatori devono seguire anche a Roma, con quel fondo creato proprio con i soldi restituiti dai deputati.

Un piccolo “scricchiolio” si era avuto, sempre all’Ars, quando Sergio Troisi, deputato trapanese dei 5 stelle, aveva deciso di dimettersi dalla carica, per tornare a fare il proprio lavoro, pensando, forse, pensando di guadagnare di più ritornando a fare l’ingegnere.

Prova a mettere una toppa alla questione il deputato nazionale dei 5 stelle il palermitano Riccardo Nuti. Nuti ha proposto Una carta di credito ad hoc per la diaria, da ‘strisciare’ per finanziare i pasti e i soggiorni dei parlamentari in albergo e simili, valutando la possibilità di fissare una soglia massima di spesa.

Dopo Mastrangeli, tocca ad Antonio Venturino. Cacciato dal Movimento 5 Stelle e dal gruppo parlamentare dell’Ars. Il capogruppo Giancarlo Cancelleri, nella giornata di ieri, aveva affermato che Venturino non era stato cacciato, ma si era posto fuori dal Movimento.

“Non mi sono posto fuori dal Movimento 5 Stelle, ho soltanto espresso una posizione politica difforme da quella dei miei colleghi e dello stesso Grillo. Mi riterrò fuori allorquando riceverò ufficiale comunicazione da parte dello stesso Movimento 5 Stelle“.

Il vice presidente dell’Assemblea siciliana, Antonio Venturino, con una nota, peraltro scritta dall’ufficio stampa del gruppo Ars dei 5 stelle, replica alle parole di Cancelleri. “Apprendo con amarezza che ancora una volta l’attenzione dei miei colleghi si sia focalizzata su un piano meramente contabile, anzichè prendere in considerazione un pensiero di natura strettamente politica – dice Venturino.

“Ricordo – prosegue il vicepresidente dell’Ars – ai miei colleghi ed in particolare al capogruppo Giancarlo Cancelleri che le cose non stanno come sbandierato sui giornali le scorse ore. Lo stesso Cancelleri sa infatti quale è la vera posizione che ho assunto, rinunciando sin da subito all’indennità di funzione e restituendo quando possibile parte del mio stipendio di deputato”.

E ”a proposito di restituzione, ricordo ai miei colleghi che a mancare all’appello è il solo bonifico di marzo”. ”Sul piano della rendicontazione, ho espresso l’inopportunità di fare la stessa – conclude Venturino – per evitare attacchi e speculazioni da parte di chi passa il proprio tempo davanti ad un pc a fare le pulci su chi e come spende cento euro in più o meno“

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