“Il fiorire di nuove associazioni per la legalità segno incoraggiante per il territorio”. Sono parole di Mariagrazia Brandara , presidente del consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo. “La lotta all’illegalità e al malaffare- continua- ha da sempre bisogno anche dei fermenti della società civile. Lieviti che, fortunatamente, la nostra provincia mostra di possedere.

In questi anni, infatti, la nascita di associazioni che si occupano di legalità o le semplici assemblee di cittadini nati per scopi sociali, fa ben sperare per il futuro di questa terra. Una diffusione quasi capillare che sta avendo un picco in questi ultimi mesi. Vorrei ricordare in tal senso la costituenda associazione “Joe Petrosino”, voluta da Aldo Capitano per ricordare il precursore della guerra alla mafia siculo-americana, ma anche alle iniziative condotte dai giovani di “Terra nostra contro le mafie” insieme ad Azzurra Saviano o i giovani di “Piazza Orlando” che hanno dato il via ad una petizione per chiedere il ritorno in Sicilia dell’auto dilaniata dal tritolo di Capaci su cui viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.


Iniziative portate quasi tutte avanti da giovani che, quel lontano eppur vicinissimo maggio del 1993, quando nella Valle dei Templi Giovanni Paolo II lanciò il suo anatema contro la mafia, erano bambini o adolescenti. Segno, a mio parere, che quel seme gettato 20 anni fa non è caduto sulla pietra ma in un terreno fertile, che necessità però di acqua e nutrimenti.

Non potremo però pensare ad un futuro realmente libero dal giogo del malaffare quando si creerà un circuito tra la società civile e le istituzioni e si porteranno a compimento veri interventi di lotta alla criminalità e alla corruzione”.