Nonostante le rassicurazioni della nostra ministra degli esteri, Emma Bonino, e dell’inviato speciale del Governo italiano a New Deheli, Staffan De Mistura, aumenta l’apprensione per la sorte dei nostri due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Sembra complicarsi la vicenda marò: secondo indiscrezioni i nostri militari rischierebbero la pena di morte, nonostante le rassicurazioni del Governo indiano. A quanto pare, nella terra di Gandhi, è in atto uno scontro istituzionale tra magistratura e politica, che rischia di strumentalizzare lo svolgimento dell’equo processo. Probabilmente la vicenda si evolverà in maniera diversa, tuttavia il nostro Paese dovrà pagare un “prezzo”; onde evitare clamorosi colpi di scena sulla pelle dei nostri marò.

Italia e India hanno troppi interessi economici in comune per irrigidire ed eventualmente compromettere le relazioni diplomatiche. Tuttavia, credo che il Governo italiano dovrebbe farsi trovare pronto a qualunque evenienza. Se fosse emessa una sentenza capitale, si renderebbe necessario un blitz delle nostre “forze speciali”. Si tratterebbe di un’operazione lampo. Personalmente sono convinto che le nostre “teste di cuoio” abbiano le competenze per metterla in atto.

Ovviamente un’opzione simile comprometterebbe definitivamente i rapporti diplomatici ed economici tra i due Paesi, oltre che mettere a rischio l’incolumità dei nostri connazionali presenti su territorio indiano. Tuttavia, se davvero fosse emessa una sentenza di morte, il nostro Governo avrebbe tutti i diritti di porre in atto un’azione del genere. Personalmente irrido coloro che hanno paura di una reazione militare dell’India; anche se detiene la bomba atomica, non avrebbe in mezzi per scagliarla contro l’Italia. Salvo che non decidano di trasportare il devastante ordigno sugli elefanti, percorrendo la Via della seta.

Fabrizio Vinci – MESSINA