sindaciRiforma della governance, federalismo fiscale, personale precario negli Enti locali siciliani, cantieri di servizio. Riforma del sistema di smaltimento dei rifiuti. Ato idrico. Sistema sociale e sanitario integrato. Fondi strutturali.
Sono alcuni dei temi caldi del documento programmatico “ I Comuni siciliani in dissesto tra riforme mancate ed il baratro finanziario”.
Il documento è stato approvato dall’Assemblea dei Comuni siciliani, che si è svolta lunedì 5 maggio a Palermo presso la Sala De Seta dei Cantieri culturali della Zisa.
<<Siamo andati a Palermo per protestare, con gli altri sindaci della Sicilia, con lo slogan “Ogni euro tolto ai Comuni è un euro di tasse per i cittadini” – ha detto il sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri, che ha partecipato ai lavori dell’Assemblea insieme al presidente del consiglio comunale Toni Di caro e al capo gruppo di maggioranza, Daniela Gallo>>.
“Lo Stato e la Regione – si legge nel documento programmatico dell’Anci Sicilia – in questi ultimi anni di gravissima crisi della finanza pubblica, se da un lato non sono riusciti ad affrontare alla radice i problemi che caratterizzano le autonomie locali dall’altro hanno continuato a “scaricare” di fatto parte delle loro difficoltà sul sistema degli enti locali riducendo i trasferimenti, imponendo costi relativi a servizi in precedenza non a carico dei Comuni o determinando un significativo aumento delle aliquote dei tributi locali e del livello locale di pressione fiscale (TARI e TASI)”.
Ciò che emerge dalla lettura del testo dell’Anci inviato al Presidente della Regione e sottoscritto dai sindaci e dai presidenti dei consigli comunali, è la drammaticità di una situazione aggravata dalla “crisi economica ed occupazionale”, che ha fatto progressivamente insorgere “forti tensioni sociali”. Una realtà particolarmente complessa che mette in apprensione i Comuni, visto il loro ruolo di front office delle istituzioni, chiamati a rispondere a 360 gradi dei problemi economici e sociali nelle realtà locali che amministrano.
Ecco perchè i sindaci hanno lanciato il loro grido d’allarme, dichiarando lo stato di fortissima difficoltà nell’affrontare la complessità dei problemi che hanno dinnanzi, aggravata anche dalle numerose competenze che la legge affida loro, a cui corrispondono responsabilità di tipo penale, civile, amministrativo e contabile.
<<E’ un momento difficilissimo per i Comuni che in questi ultimi anni hanno sopportato il peso maggiore della spending review – ha detto infine il sindaco di Delia. I tagli ai trasferimenti da parte di Stato e Regione hanno messo in ginocchio le amministrazioni locali che hanno dato invece il contributo più significativo al risanamento della finanza pubblica. Ormai siamo con l’acqua alla gola. Molti dei comuni sopra i 5 mila abitanti non riescono a chiudere i loro bilanci, mentre la stragrande maggioranza non potrà verosimilmente approvare i bilanci di previsione. Da parte nostra siamo molto preoccupati e seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione, in particolare la problematica della continuità dei contratti dei lavoratori precari e dei cantieri di servizi (R.M.I.) per la cui risoluzione abbiamo anche dato dei suggerimenti chesonostati inseriti nel testo definitivo di Palermo>>.