Cambiano le leggi elettorali e con esse anche il marketing politico. La nuova norma sul riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali – legge n. 215/2012 – ha portato a una storica innovazione in uno degli strumenti per eccellenza della comunicazione partitica: il ‘santino’.
Da decenni veri protagonisti di ogni campagna elettorale, c’è chi li colleziona, chi li osteggia perché responsabili del deturpamento del territorio e chi li ricicla per gli usi più svariati. Ultimamente, progettisti e tipografi si sono trovati a dover fare i conti con nuove richieste: i santini, infatti, sempre più spesso sono pensati per promuovere non più la candidatura di una sola persona, ma di coppie formate da persone di sesso diverso. Il motivo di ciò è facilmente rintracciabile nella nuova possibilità per l’elettore di indicare due preferenze, purché di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista.
I santini doppi hanno suscitato non solo la curiosità di collezionisti e specialisti della comunicazione, ma anche le critiche di chi sin da subito aveva ritenuto la nuova legge incapace di garantire la trasparenza del voto, favorendone al contrario il controllo.
A tal proposito, già un anno fa, il Movimento 5 Stelle aveva messo in guardia dalla nuova normativa: “Ci siamo opposti all’introduzione della seconda preferenza – aveva dichiarato la deputata regionale Gianina Ciancio – perché non è altro che un metodo di controllo massiccio del voto”.
Ma come avverrebbe il controllo del voto? Il trucco starebbe nel suggerire all’elettore di fiducia di votare una specifica seconda preferenza in base alla sezione elettorale a cui egli appartiene; così facendo per il candidato forte conseguirebbe un doppio beneficio: da una parte quello ottenere certamente più voti dei candidati ‘secondari’, dall’altra poter monitorare più facilmente la provenienza del consenso ricevuto.
Questa nuova strategia potrebbe trovare riscontro nella diffusione, come detto, dei santini doppi che presentano la costante di un candidato (in genere un politico di un certo spessore) a cui di volta in volta viene associato un altro nominativo di secondo piano della stessa lista. Il fenomeno è stato segnalato in diversi comuni che andranno al voto e senza particolari differenze tra una coalizione e l’altra.
Tra coloro che hanno adottato questa soluzione c’è anche Nello Catalano, già vicepresidente della Provincia di Catania e oggi candidato consigliere ad Acireale nelle fila della lista Acideale. Dal canto suo, Catalano tiene a ribadire come la scelta di presentare santini doppi sia stata concordata con i componenti della lista, senza imposizioni sui candidati di minor peso politico: “Siamo un gruppo di persone che fa politica insieme – dichiara l’esponente di Acideale –. Considerato che la legge agevola la presenza delle donne in lista per aumentarne la presenza nelle istituzioni, mi sembra sia stata una scelta condivisibile”. Sul fatto di poter trarre in qualità di candidato ‘forte’ particolari privilegi, Catalano sottolinea che la programmazione delle coppie è stata frutto di una “reciprocità condivisa”.
Per capire chi ci guadagnerà di più dai santini di coppia, tra i candidati forti sempre presenti o quelli di secondo piano che potrebbero beneficiare dell’effetto sponsor da parte dei colleghi navigati, non bisognerà fare altro che attendere l’esito delle urne.
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