Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, rivendica con forza il lavoro svolto sul fronte dei conti pubblici: “Ho azzerato il debito, la Sicilia ora cresce”, afferma in un’intervista pubblicata su Libero . Un risultato che il governatore definisce come un vero e proprio “cambio di paradigma” nella gestione economica dell’Isola. Schifani sottolinea come, al momento del suo insediamento, la Regione si trovasse in una condizione di forte criticità, con un disavanzo di circa 4 miliardi di euro e un equilibrio finanziario fragile. Oggi, invece, parla di una situazione ribaltata, con una crescita degli investimenti e un miglioramento complessivo degli indicatori economici.

Economia in crescita e occupazione in aumento
Secondo i dati citati dal presidente, nel biennio 2024-2025 il Pil siciliano è cresciuto dell’1,8%, superando la media nazionale. Anche l’occupazione registra segnali positivi, con un incremento significativo e la nascita di 60mila nuove imprese. Schifani attribuisce questi risultati a una strategia basata su semplificazione amministrativa, attrazione degli investimenti e maggiore efficienza della macchina pubblica. In particolare, evidenzia il ruolo del turismo, definito “asset fondamentale”, e la crescita della capacità della Regione di rendere il territorio più competitivo.


Investimenti e fondi per lo sviluppo
Uno dei punti centrali dell’azione di governo riguarda l’utilizzo delle risorse disponibili. La Sicilia, secondo quanto dichiarato, beneficia di circa 16 miliardi di euro di fondi, destinati a settori strategici come sanità, lavoro, infrastrutture e rifiuti. Tra i progetti principali figurano i piani di sviluppo per Palermo e Catania, con investimenti rilevanti anche nel settore sanitario, come il nuovo polo pediatrico del capoluogo. L’obiettivo è rendere la Sicilia più attrattiva e competitiva nel lungo periodo.

Il ruolo delle infrastrutture e il nodo del Ponte
Grande attenzione viene dedicata alle infrastrutture, considerate decisive per lo sviluppo. Schifani difende il progetto del Ponte sullo Stretto, ritenuto strategico per ridurre l’isolamento dell’Isola e favorire nuove opportunità economiche. Il presidente sottolinea come non si tratti solo dell’opera in sé, ma di un sistema più ampio di collegamenti e servizi che potrebbero trasformare la Sicilia in un hub logistico e produttivo.

Critiche e opposizione: il confronto politico
Non mancano le critiche, soprattutto da parte delle opposizioni, che contestano alcuni dati e scelte strategiche. Schifani respinge le accuse, definendo “strumentali” le polemiche e ribadendo la solidità del percorso intrapreso. Il governatore rivendica inoltre il miglioramento del rating della Regione, segnale, a suo dire, della credibilità riconquistata anche a livello internazionale.

Verso il 2027, tra congresso e ricandidatura
Guardando al futuro, Schifani non esclude una nuova candidatura: “Se serve, mi ricandido nel 2027”, afferma. Tuttavia, precisa che non è ancora il momento delle decisioni politiche, sottolineando la necessità di “dieci anni per completare il lavoro”. Sul piano politico interno, conferma anche la possibilità di un rimpasto di governo e l’intenzione di partecipare al congresso di Forza Italia, ma “al momento giusto”.