Austro da sud, Borea da nord, Euro da est, Zefiro da ovest soffiano e soffiano e soffiano e soltanto Eolo, il Dio dei Venti li sa domare.
Ne sa qualcosa l’uomo più coraggioso, intelligente, astuto e arguto dell’antica Grecia, Ulisse, che da lui li ricevette in dono dentro un otre di pelle per navigare, ma li disperse e, scatenando una tempesta impetuosa e violenta, fu costretto a continuare a viaggiare.
Se chiudo gli occhi lo vedo e lo sento il colore del vento… dorato, dorato come la terra d’estate, terra mia, terra di Sicilia, lungo il viaggio che da Palermo mi porta ad Agrigento, e le vedo le pale eoliche lungo i crinali, girare, girare alte alla ricerca del vento come i girasoli alla ricerca del sole.
Gli occhi riposano tra natura e tecnologia. E la mente vaga… libera.
Ma è notizia di questi giorni, il nostro governatore prova a disciplinare l’installazione degli impianti che sfruttano l’energia del vento con una proposta di legge che introduce divieti per impianti superiori a 200 kW nelle zone dove sono presenti vincoli paesaggistici, idrogeologici ed ambientali, e per gli impianti offshore, cioè gli impianti eolici installati nel mare.
Ed è bufera nel mondo delle energie rinnovabili; l’energia eolica una delle forze della natura più anticamente sfruttata.
Con la navigazione a vela prima e i mulini a vento dopo l’uomo sfrutta già da migliaia di anni l’energia cinetica del vento. La produzione di energia elettrica da energia eolica si è sviluppata però da pochi decenni,tra il 1920 e il 1930.
Già nel 1887 fu costruito il primo aerogeneratore europeo, il moderno mulino a vento, dal francese Duc de La Peltrie, destinato alla produzione di energia elettrica per l’industria. L’interesse per le fonti energetiche rinnovabili e quindi dell’eolico arriva dopo la crisi del petrolio nel 1973 ed il 1994 è l’anno in cui la produzione di energia eolica inizia ad avere peso nel bilancio energetico della nostra nazione.
1.054 impianti eolici risultano installati alla fine del 2012 in Italia, e la Sicilia è la quarta regione con 92 impianti, la seconda per potenza efficiente lorda prodotta, il 21,5 % della potenza eolica nazionale.
Il vento con la sua energia cinetica muove le pale dell’elica, collegate ad un generatore, e le fa girare; il generatore trasforma così l’energia meccanica dovuta alla rotazione delle pale in energia elettrica. L’aerogeneratore che più viene utilizzato negli impianti eolici è realizzato con torri di acciaio alte tra i 60 e i 100 metri, e due o tre pale lunghe circa 20 metri; imbriglia e accoglie il vento generando potenze di circa 600 kW, sufficienti per il fabbisogno elettrico giornaliero di circa 500 famiglie.
Ed io vorrei essere libera di galoppare e col vento navigare. Allora devo tornare alle mie perizie giurate, alle mie ultimazioni di lavori, mappe catastali e richieste rilasci di abitabilità, perché… perché siamo in mare e dobbiamo continuare a viaggiare.
Ing. Daniela Mirotta

















