internet1Giorno 26 Agosto 2014 si è tenuta in V Commissione Lavoro l’audizione sullo scandalo Piano Giovani Sicilia. Presenti in aula anche due rappresentanti dei 1600 ragazzi che, con il provvedimento di annullamento, perderebbero un diritto acquisito. Sono i “confermati”, accorsi a Palazzo delle Aquile con in mano i loro PDF, documento che il portale www.pianogiovanisicilia.com, nonostante la “dichiarata”
non accessibilità, ha generato correttamente, funzionando fino all’esaurimento degli
incroci previsti.
Chiedono conto e ragione, specie quelli che del 5 Agosto che – stando alle ultime dichiarazioni di Crocetta- subiranno certamente l’annullamento sulla base del dossier Ingroia, un’analisi che verifica quanto accaduto sul software nella sola data del 5 Agosto e che non indaga invece su quella del 14 Luglio. Eppure il 14 Luglio – giorno di apertura del portale ai candidati – molti non sono riusciti nemmeno a completare la registrazione che già gli 800 posti erano esauriti. Allora, perché salvare i “confermati” di Luglio ed escludere quelli di Agosto? Questi ultimi hanno impiegato il loro tempo, da metà Luglio in poi, nella navigazione del sito: registrandosi, inserendo il loro Cv, cercando le offerte consone al loro profilo e completando gli step previsti prima dell’incrocio. Lo stesso hanno fatto le aziende: ciascuna ha potuto visionare i Cv dei candidati, selezionare e valutare quelli meritevoli, prima di dare “conferma”. L’iter, però, sembra non essere chiaro a chi siede in Commissione: si definisce il metodo del “click” poco meritocratico, sorvolando sul fatto che il click day era solo parte conclusiva di un più lungo processo selettivo e che – data la scarsità dei posti disponibili – qualsiasi metodo non avrebbe potuto fare a meno della componente velocità, specie in un bando aperto a tutti. Peraltro, il metodo contestato è quello che più di tutti garantisce imparzialità: i confermati hanno nelle loro mani un pdf, con tanto di logo della Regione Sicilia, in cui è indicata l’ora esatta della richiesta di adesione al Piano, assieme a un codice di rapporto univoco che impegna la stessa Regione ad avviare lo stage tra il candidato e l’azienda. Forse questo modus operandi non è utile alla vecchia politica? Pare di sì, se in Commissione si è preferito proporre il coinvolgimento dei Centri per l’Impiego, con i quali la stessa imparzialità non è garantita, venendo meno la tracciabilità dell’ordine di arrivo delle richieste. Anche dal punto di vista della meritocrazia, quale potrebbe essere l’apporto dei CPI, avendo già l’azienda scelto i curricula più validi sul portale Piano Giovani?
I “confermati” ai quali durante l’Audizione non è stata data la parola, non ci stanno: hanno agito secondo le regole previste dal Bando e chiedono che venga garantita la certezza del diritto. Si preparano perciò ad avviare un’azione legale collettiva – coadiuvati dallo Studio Grillo-Cortese di Ribera (AG). Sul Gruppo Facebook “Piano
Giovani – Se Crocetta annulla tutto faremo ricorso!” sono già centinaia di richieste di adesione che è possibile inoltrare anche attraverso l’indirizzo email fbgiovani.ricorso@gmail.com
ANNALISA ALONGI