Come ogni fine anno il Consiglio dei Ministri redige il disegno di legge sulla stabilità (ex Finanziaria), ma forse il nome incuteva qualche timore e di conseguenza si è pensato bene di cambiare il nome per non rovinare le feste agli italiani, ma purtroppo la sostanza è rimasta la stessa e cioè la previsione di entrate e uscite per lo Stato.
Anche questo anno il Governo ha presentato all’Europa ed al Parlamento italiano la legge di stabilità 2015.
Oltre a contenere diverse disposizioni riguardanti la famiglia, per la crescita, il sociale, per il finanziamento e per la riduzione della spesa pubblica, il disegno di legge prevede altresì diverse misure per l’occupazione e il lavoro.
Vediamo di seguito sinteticamente i punti principali previsti, rimandando a futuri articoli di approfondimento specifici per ogni argomento.
– Bonus fiscale: E’ confermato anche per il 2015 il bonus fiscale per il lavoro dipendente (i famosi 80 euro in busta paga). Continuano a rimanere esclusi dal bonus i pensionati
– Fondi pensione: Il provvedimento prevede che le rendite finanziarie dei fondi pensione dal periodo d’imposta 2015 subiranno l’aumento dell’aliquota di tassazione dall’11% al 20%.
– Irap: Deduzione integrale dalla base imponibile Irap del costo del lavoro dei lavoratori assunti a tempo indeterminato.
– Rivalutazione Tfr: A partire dal periodo d’imposta 2015, l’imposta sostitutiva dovuta sulle rivalutazioni del Tfr passa da 11% al 17%.
– Sgravi assunzioni: Per incentivare le assunzioni stabili il disegno di legge introduce uno sgravio contributivo di 36 mesi per i datori di lavoro (esclusi gli agricoli) che effettuano nuove assunzioni dal 01/01/2015 al 31/12/2015 di lavoratori che nei 6 mesi precedenti non risultano essere stati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro (esclusi gli apprendisti e altre specifiche situazioni). Purtroppo lo sgravio prevede un limite massimo di Euro 8.060, 00 annui, significa che se una azienda assume un lavoratore che possiede i requisiti previsti e per lo stesso pagherà contributi annui per 12.000, 00 euro potrà usufruire dello sgravio per 8.060, euro e pagherà contributi per la differenza sino ad arrivare a 12.000, 00 euro. Lo sgravio non comprende il premio Inail (che quindi dovrà essere pagato anche per questi lavoratori) e non può essere cumulato con altri sgravi o agevolazioni.
Purtroppo per effetto del nuovo sgravio è prevista (a far data dal 01/01/2015) l’abrogazione del famoso sgravio l. 407/90 e l’abrogazione dell’agevolazione contributiva prevista per un anno a seguito della trasformazione di un rapporto di apprendistato.
– Sostegno alla genitorialità: E’ previsto un bonus di 80 euro per le famiglie per ogni bambino nato/adottato dal 01/01/2015 al 31/12/2017 il bonus non concorrerà a formare reddito imponibile.
– Tfr: Si prevede la possibilità a partire dal mese di marzo 2015 a giugno 2018 la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato (come scelta irrevocabile sino al mese di 06/2018) di percepire in busta paga la quota del TFR del mese. La quota verrà tassata con il regime ordinario e non agevolato come nel caso in cui dovesse essere percepita a fine rapporto.
Se la norma dovesse passare l’esame del Parlamento l’unico a guadagnare sarebbe lo Stato, in quanto percepirebbe una imposta Irpef superiore utile per rimpinguare le proprie casse; mentre comporterebbe un disagio per le aziende (soprattutto quelle più grandi) costrette a sborsare mensilmente la quota di tfr (che potrebbe tornare utile per autofinanziarsi) e per i lavoratori che subiranno (come detto sopra) una tassazione maggiore.
Giuseppe Petrotto
Consulente del Lavoro


















