CorruzioneI recenti fatti criminali legati alla Mafia Capitale,le numerose inchieste giudiziarie in corso per reati commessi dalla criminalità organizzata presente in quasi ogni Regione italiana, lo scempio del denaro pubblico largamente diffuso il cui spreco spesso costituisce un attentato alla vita dei cittadini italiani( sintomatico è il recentissimo caso del crollo di un tratto della strada che porta da Palermo ad Agrigento verificatosi a distanza di appena otto giorni dall’apertura al traffico) e quant’altro inducono, a mio avviso, ad una profonda riflessione sulla perdita di quei antichi valori che hanno ispirato i padri costituenti a scrivere quelle sublimi norme contenute nella vigente Carta Costituzionale.
Ed in proposito sembra legittimo chiedersi che cosa sia cambiato nel nostro paese dopo la fine di Tangentopoli considerato che con l’azione di pulizia operata dal famoso pooll di “ Mani Pulite” si pensava allora che , spazzati via i partiti tradizionali usciti dalla lotta partigiana, sarebbero scomparsi i casi di malaffare, di illeciti arricchimenti dei singoli e /o degli organismi dei partiti e che venissero create condizioni di migliore vivibilità e di più praticata onestà nell’operato di ogni cittadino, sia privato che pubblico, di questo Stato considerato dai più e non a torto la culla del diritto.
Ed invece,ahimè, a mio modesto parere, nulla è cambiato nonostante nel corso di un ventennio tante azioni siano state intraprese,tanti organismi creati per la lotta alla criminalità più o meno organizzata con risultati a dir poco irrilevanti o di scarsissimo spessore che inducono a ritenere come per tali fenomeni sia tuttora insufficiente l’opera della magistratura e degli organi di polizia che tanto si prodigano per far uscire il Paese dalla nefasta spirale del malaffare.
Anzi ,alla luce dei fatti succedutisi nel ventennio predetto e che sono a conoscenza di coloro che hanno buona memoria,senza alcun dubbio si può affermare che la situazione non è soltanto rimasta immutata ma per di più è ulteriormente peggiorata tanto da indurre la persona onesta e perbene a riflettere se sia stata più corrotta la prima repubblica o se lo sia la seconda attuale.
Ciò in quanto , e vorrei proprio sbagliarmi, allo stato la corruzione in Italia ha assunto dimensioni gigantesche tali da far legittimamente ritenere che la stessa sia diventata un vero e proprio sistema che tutto controlla minando così le basi dello stesso sistema democratico.
Di esempi se ne potrebbero far tanti ma che di proposito tralascio essendo credo sufficienti e significativi quelli citati all’inizio di questo mio breve e modesto appunto.
Ciò posto penso che responsabilmente venga da chiedersi cosa bisogna fare per debellare o quanto meno limitare la crescita di tale fenomeno criminoso che, oltre ad apportare tanti disastri per i cittadini che assistono impotenti alla sperpero di immense risorse economiche e che in buona sostanza si traducono in disservizi e in disagi per l’intera collettività,opacizzano l’immagine del Paese agli occhi dei partners sia europei che mondiali scoraggiando in tal modo gli investitori stranieri che sono determinanti per la sua reale crescita economica specie in un momento di così profonda crisi.
In proposito penso che, non potendosi più fare affidamento all’opera risanatrice dei partiti politici e dei suoi apparati,ove si voglia agire seriamente ,si debba necessariamente ricorrere all’intervento di un apposito Organismo libero formato da personaggi che godano di indiscusso prestigio morale e possano operare al di fuori della politica, la cui credibilità al momento è ridotta al lumicino, che essenzialmente non siano disponibili a farsi cooptare dall’attuale sistema di potere o di malaffare che dir si voglia.
A tal fine ritengo sia indispensabile la mobilitazione delle persone oneste di questo paese ( e ce ne sono ancora tante) che, attraverso i loro comportamenti quotidiani ispirati al rispetto della persona e la ricerca spontanea della legalità ed affiancati in tale nobile intento dall’insegnamento della Chiesa e dall’operato delle Istituzioni rimaste ancora sane, possano dare un reale input ad un risveglio generale per far si che il nostro Paese riesca seriamente ad uscire dalle secche di una così grave stagnazione tanto nociva per il singolo cittadino che per l’intera collettività.
S. Curcio