“Sui concorsi nella sanità serve subito un confronto con l’assessorato alla Salute per uscire dall’ambiguità dei numeri e sciogliere i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti”.
Lo ha detto il segretario generale di Fp Cgil Sicilia intervenendo al convegno organizzato dal sindacato ad Agrigento, la provincia più sofferente in fatto di personale.
“Quella che si apre – ha detto Palazzotto – è una fase delicatissima. La scorsa settimana alla fine di un lungo vertice, l’assessore ha accolto la richiesta dei sindacati di aprire un tavolo regionale con noi e le altre sigle sulle dotazioni organiche e gli atti aziendali, prima del varo dei concorsi. Le conferenze stampa tenute dai manager di alcune aziende prima ancora del parere del governo – ha aggiunto – hanno creato confusione e grandi aspettative”.
Altra questione poco chiara, secondo Palazzotto sono i tempi delle nuove assunzioni. “I concorsi – ha detto il segretario generale – dovranno camminare di pari passo ai pensionamenti. Di cui ancora sappiamo poco e niente”.
Il nodo concorsi è centrale per la riorganizzazione della Sanità. Agrigento è un caso limite. Qui l’Asp non ha mai bandito concorsi per coprire i vuoti in organico. Con la rimodulazione appena attuata dall’Azienda la pianta organica passa da 3500 a 3650 dipendenti.
“I posti a concorso – dice Alfonso Buscemi, segretario di Fp Cgil Agrigento – dovrebbero essere almeno 600. I medici da assumere 130. Stesso numero anche per gli infermieri e altrettanto (con percentuali diverse) per le altre figure sanitarie non mediche. Ma l’Asp ha chiesto anche la copertura economica per poter elevare questi numeri dai 3650 sino a 4000. Un incremento che se autorizzato – dice Buscemi – comporterebbe maggiore investimento sull’offerta sanitaria agrigentina oltre ad una ulteriore risposta in termini occupazionali. Serve capire però se ci sono le risorse e quando tutto ciò potrà concretizzarsi”.


















