Il ministro dell’Interno Angelino Alfano sarà questa mattina, alle 11.30, a Licata (Agrigento), per esprimere la sua solidarietà al sindaco ‘anti abusivi’ Angelo Cambiano, a cui ieri sera ignoti hanno incendiato la villa di campagna di famiglia. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per minacce e incendio. Il fuoco sarebbe stato appiccato, secondo una prima ricostruzione, intorno alle 21 di ieri sera da ignoti che si sono introdotti nell’abitazione della famiglia Cambiano, forzando una finestra, appiccando il fuoco. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri, anche il Questore di Agrigento Mario Finocchiaro e il Prefetto Nicola Diomede. Il sindaco Angelo Cambiano da mesi porta avanti la sua battaglia contro l’abusivismo. Nelle scorse settimane sono iniziati gli abbattimenti dei primi edifici abusivi, tutti vicini al mare, a Torre di Gaffe, tra le proteste dei cittadini. Un gruppo di abusivi fino a ieri ha contestato il sindaco all’ingresso del Palazzo di città.
Quaranta sindaci dell’Agrigentino si sono dati appuntamento, alle 11, a Licata (Ag) per manifestare solidarieta’ nei confronti del collega Angelo Cambiano, che ieri sera ha subito l’incendio della casa del padre, in contrada Stretto. “Domenica all’Arena di Giletti, abbiamo visto Angelo Cambiano spiegare la normalita’ delle demolizioni degli immobili abusivi – dicono i sindaci dell’agrigentino, attraverso Emilio Messana – Un’ottima figura per la Sicilia e i suoi amministratori. L’affermazione del diritto crea scandalo, fa del suo primo cittadino un eroe, suo malgrado. Oggi saremo a Licata per manifestare la nostra solidarieta’ e l’indignazione. Alla comunita’ di Licata, profondamente offesa da questo vile attentato, la nostra vicinanza. Ad Angelo Cambiano il nostro incoraggiamento ad andare avanti nella difesa della nostra terra e dei valori della legalita’”.
Il Sindaco di Naro, Lillo Cremona scrive ” Un ennesimo gesto di vigliaccheria vandalica è stato consumato, ieri sera, contro un rappresentante delle Istituzioni Locali. Ignoti hanno mandato a fuoco la casa di campagna del Sindaco di Licata, Angelo Cambiano.
L’ennesima insopportabile violenza, contro un Sindaco che rispetta ed applica le regole,da parte di chi non intende accettare le regole della legalità e delle leggi dello Stato.
Questi atti di violenza non riusciranno ad intimidire il sindaco Angelo Cambiano né gli altri Sindaci che hanno già subito analoghi atti ed attacchi.
Al Sindaco di Licata, Angelo Cambiano, esprimo la solidarietà mia personale, quella dell’amministrazione comunale che presiedo e quella della Città di Naro che mi onoro di rappresentare. Auspico, nel contempo, che la presenza continua ed attiva delle forze dell’ordine sul territorio e l’impegno diuturno dello Stato possano presto dare un volto ai delinquenti ed ai malavitosi che minacciano la qualità della vita della gente normale.
Questi attacchi ed atti di violenza non riusciranno ad intimidire nessun Sindaco. Essi anzi concorrono a creare una solidarietà ancora più forte tra i rappresentanti delle Istituzioni Locali e tra loro ed i rappresentanti delle Istituzioni Statali.
D’altronde, le Istituzioni dello Stato, soprattutto grazie al Prefetto di Agrigento Nicola Diomede ed ai vertici delle forze dell’ordine presenti nel nostro territorio, hanno manifestato e continuano a manifestare la loro vicinanza concreta ai Sindaci e agli amministratori che hanno subito attentati o atti d’intimidazione e di violenza.”
“Solidarietà totale al sindaco di Licata, Angelo Cambiano, sindaco che ha fatto valere la legge con coraggio, disponendo l’abbattimento di alcuni immobili del tutto abusivi”, così l’intero gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars a seguito del gravissimo atto incendiario nella abitazione di Cambiano.
“C’è profonda amarezza per una terra che non vuole assolutamente cambiare, – afferma il deputato dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – si tratta dell’ennesimo gesto vile ai danni di un sindaco, ormai sempre più “anelli deboli” di questo sistema. Condanniamo con forza atti meschini come quello avvenuto ieri sera e auguriamo al sindaco Cambiano di continuare il proprio lavoro con maggiore grinta, senza lasciarsi intimorire da chi ha fatto dell’antilegge una prassi”.
“Quello che è successo a Licata non ha giustificazioni. Gli ignoti che hanno appiccato il fuoco alla casa di campagna del padre del sindaco Angelo Cambiano, sono sicuro, saranno presto assicurati alla Giustizia, ma è fuor di dubbio che la situazione a Licata sta diventando preoccupante e non è la prima volta che il sindaco subisce intimidazioni e aggressioni. Non ultima quella del febbraio scorso quando venne aggredito all’interno del palazzo comunale. Fuor di dubbio che questo atto criminale va inserito nella decisione del sindaco di far rispettare la legge e procedere insieme alla Procura di Agrigento, con la quale lo scorso 7 ottobre è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, agli interventi di demolizione delle case abusive di contrada Torre di Gaffe. Ma non è con gli attentati, con gli incendi, con le intimidazioni e con l’illegalità che la Sicilia può coltivare una speranza per il futuro. Voglio esprimere tutta la mia vicinanza al sindaco Angelo Cambiano che rappresenta Licata, i suoi cittadini e le sue istituzioni, e la presenza oggi, a Licata del Ministro dell’Interno Angelino Alfano è una testimonianza seria e concreta che lo Stato è presente e che Cambiano non è e non sarà solo nella sua battaglia per la legalità”. Lo dichiara Giuseppe Marinello, senatore di Ncd-Ap.
Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, esprime solidarietà e incoraggiamento al sindaco di Licata, Angelo Cambiano, bersaglio di un attentato incendiario all’ abitazione di famiglia. “L’ impegno verso il rispetto della legge e per il ripristino della legalità da parte del sindaco Cambiano – afferma Gallo – non sarà scalfito ma rilanciato e mantenuto. Il territorio siciliano si affrancherà da sottosviluppo e regresso soltanto quando si comprenderà che il civile rispetto della legge è un fondamento della Democrazia ed è una condizione indispensabile per generare vero e duraturo sviluppo e benessere. Nel rivolgere un abbraccio solidale all’ amico Angelo Cambiano – conclude Gallo – lo invito a non demordere, nella consapevolezza che dalla sua parte vi è lo Stato e le Istituzioni che lo rappresentano”.
Carmelo Pullara così si esprime sull’atto dubito ai danni del Sindaco Cambiano nella giornata di ieri: “Piena solidarietà e vicinanza al Sindaco. Condanno simili barbarie destinate alle Istituzioni e a quanti si impegnano a ripristinare la legalità nella nostra terra. Al di là di ogni retorica mi schiero contro tutti coloro intendano capovolgere lo Stato di diritto con questi atti vili, mi schiero contro i violenti che dimenticano che, oltre il Sindaco, c’è l’uomo e la sua famiglia. Ritenendo inopportuna, a causa del clima creatosi, ogni iniziativa in programma per la prossima domenica, ne comunico a tutti i partecipanti l’annullamento”. Alle parole di Carmelo Pullara si unisce la lista civica “Il Domani”.
“Un gesto vile e codardo nei confronti di una persona perbene”. A sottolinearlo sono il Presidente del Gal Sicilia Centro Meridionale, il sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo, il vice presidente Pippo Di Falco, i componenti del Consiglio di Amministrazione : Calogero Cremona, Francesco Di Natale e Francesco Piscopo, il direttore l’architetto Olindo Terrana, il responsabile amministrativo, l’avvocato Salvatore Pitrola e tutti i componenti dell’ufficio di piano , dopo l’atto intimidatorio subito ieri sera da Angelo Cambiano sindaco di Licata, comune partner del Gruppo di Azione Locale. “Auspichiamo- che nel più breve tempo possibile- le forze dell’ordine e la magistratura possano fare chiarezza su quello che è avvenuto al sindaco di Licata per restituire serenità ad Angelo Cambiano, che in questi mesi di governo ha dato una impronta diversa nell’amministrare cercando di applicare valori imprescindibili per un uomo politico come legalità e trasparenza. Tutti noi – concludono- siamo vicini ad Angelo Cambiano, alla sua famiglia, alla giunta ed all’intera comunità licatese perché consapevoli che episodi come questi non solo turbano chi li subisce ma anche le istituzioni e tutta la gente onesta”.
“Un attentato contro quanti vogliono fare crescere Licata nella legalità, vero elemento che puo’ garantire il progresso civile e la crescita economica di un territorio.”
Così commenta oggi il Vice Presidente della Regione Mariella Lo Bello, l”intimidazione subita dal sindaco di Licata Angelo Cambiano.
“La viltà della sopraffazione non l’avrà vinta sulla voglia di giustizia sociale dei siciliani e dei licatesi onesti, per questo esprimo la mia vicinanza al primo cittadino – conclude- che potrà sempre contare su questo Governo della Regione, per ripristinare quel sistema degli onesti per il quale dal nostro insediamento, ci stiamo battendo.”
“Non è concepibile che i neo amministratori debbano fronteggiare problemi irrisolti da decenni, addossandosi responsabilità enormi a fronte dell’inerzia delle istituzioni e senza che nessuno si preoccupi di tutelare la loro incolumità”- Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciiSicilia, commentando la notizia dell’atto intimidatorio subìto da Angelo Cambiano, sindaco di Licata. “Non si può chiedere ai primi cittadini di fare gli eroi – aggiungono Orlando e Alvano – ma è necessario intervenire, anche con misure straordinarie, facendo sì che il necessario rispetto delle regole sia accompagnato da adeguati interventi sul piano della sicurezza e del sostegno sociale ed economico”. “Nel Mezzogiorno – concludono il presidente e il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani – è a rischio il patto sociale tra cittadini e istituzioni e non è pensabile che l’unica garanzia per preservarlo debbano essere i sindaci, gli stessi che hanno saputo tenere unite le proprie comunità durante questa crisi profonda, malgrado responsabilità sempre più gravose e risorse sempre più limitate”.
Rabbia e sconcerto per l’ attentato intimidatorio perpetrato ai danni del Sindaco di Licata Angelo Cambiano, esprime il Presidente del Consorzio per lo Sviluppo e la Legalità On. Mariagrazia Brandara.
“Apprendo quanto accaduto rivivendo forte lo sgomento per due motivazioni precise – afferma l’On. Brandara. La prima perchè come Cambiano, da Sindaco, sono stata oggetto di atti intimidatori ed ho subito il medesimo attentato quando ignoti diedero alle fiamme la casa di campagna di mio fratello. La seconda, legata al fatto che, seppur per un breve periodo, ho conosciuto Licata nella qualità di Commissario Straordinario, con i suoi onesti cittadini che si contrappongono alle contraddizioni di una città che vuole riscattarsi, frenata dal peso del malaffare e della malavita.
La mia completa solidarietà ad Angelo Cambiano – conclude il Presidente del Consorzio legalità e Sviluppo – va di pari passo con il mio assoluto convincimento che vanno individuati, perseguiti e condannati quanti si rendono responsabili di crimini che vogliono fermare il processo di crescita del territorio.”
Il Deputato Regionale Vincenzo Fontana, esprime totale solidarietà al Sindaco di Licata Angelo Cambiano per il il vile atto intimidatorio subìto ieri,quando è stata data alle fiamme la casa di campagna del papà Rosario.
È un gesto gravissimo che dobbiamo condannare con la massima fermezza e che respingiamo al mittente.
“Mi auguro che i cittadini di Licata si stringano attorno al primo cittadino” continua Fontana – Cambiano è un giovane sindaco che ha messo al primo punto del suo programma quello di riportare a Licata la legalità.
” Non è accettabile – conclude Fontana- che chi si pone con dedizione e onestà al servizio della propria comunità- sia bersaglio di vili attacchi”
Invito l’amico Cambiano a proseguire il suo faticoso lavoro a Licata, sono certo che non sarà un vile atto intimidatorio a rallentare o fermare la sua opera di profondo rinnovamento della città di Licata.
L’Arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, a nome della comunità diocesana esprime solidarietà umana e cristiana al sindaco di Licata Angelo Cambiano per l’atto criminoso di cui è stato fatto vittima. Auspica che presto si faccia chiarezza sull’accaduto e si continui con determinazione il cammino intrapreso per ripristinare nella città di Licata il senso della giustizia. Invita la comunità ecclesiale di Licata a intraprendere percorsi di cittadinanza attiva e sostenere quanti quotidianamente si impegnano al servizio della città. Invita tutti ad abbandonare i toni dello scontro e le azioni violente per intraprendere insieme ogni possibile iniziativa volta a recuperare un rapporto di dialogo e di riappacificazione sociale nel rispetto della legge e della dignità di ogni persona.
Il Commissario Straordinario dei comuni dell’AT0 AG 3 dott. Salvatore Gueli, appresa la notizia dell’intimidazione subita dal Sindaco di Licata dott. Angelo Cambiano, con profondo sgomento per l’accaduto esprime solidarietà. I1 Commissario Straordinario manifesta vicinanza al Sindaco dott. Angelo Cambiano per il vile atto subito augurandosi che le Forze dell’ordine operino con celerità al ripristino della legalità. IVell’esprimere sostegno al Sindaco del comune Licata dott. Angelo Cambiano ci si augura che lo stesso proceda nella gestione amministrativa con il consueto coraggio e nel rispetto della legalità nell’intessesse della cittadinanza del comune di Licata.
Esprimo totale solidarietà e vicinanza ad Angelo Cambiano ed alla sua famiglia per il gesto inqualificabile di cui è stato vittima nella serata di ieri (09/05/2016).
La Città è offesa e mortificata da chi ha perpetrato questa condotta criminosa ed infame. Pertanto il mio sdegno è massimo anche perchè tale episodio ha ulteriormente sconvolto l’intera comunità alimentando pessimismo e senso di sconfitta.
Ribadendo la piena solidarietà al nostro Sindaco mi auspico che l’intera Città, stringendoglisi attorno, gli restituisca quella serenità indispensabile affinchè possa svolgere le importanti e delicate funzioni a cui è stato delegato dalla volontà popolare.
Angelo Balsamo (ex Sindaco di Licata)
I Segretari Provinciali di Agrigento di Cgil-Cisl e Uil, Raso, Saia e Acquisto condannano il grave atto intimidatorio perpetrato nella casa del padre del Sindaco di Licata Angelo Cambiano, appiccando il fuoco e causando oltre i danni materiali un clima pesantissimo per il primo cittadino della città delle aquile e tutti i licatesi onesti che ci sono. La matrice è dolosa e armata da qualcuno che lancia messaggi precisi per intimidire, siamo certi che la magistratura troverà celermente questi signori che sono dei delinquenti. E non possiamo che essere vicini ad un Sindaco che in maniera netta ha applicato la legge. L’abusivismo c’è, esiste da tanti lustri, ma se la giustizia fa il proprio corso ed emette sentenze con ordini di demolizioni, il Sindaco deve far rispettare il provvedimento, altrimenti compie una omissione di atti di ufficio e l’abuso di ufficio l’art. 328 del codice penale. Adesso la lotta all’abbattimento delle case abusive deve essere monitorato direttamente dallo Stato e qualora ci dovesse essere bisogno, si chieda l’intervento sostitutivo del Genio Militare, e soprattutto si tutelino Sindaci, Dirigenti e amministratori che sono esposti ad eventuali messaggi o azioni che il Sindacato reputa criminali e contro la legalità, che piaccia o no, significa rispetto delle regole e delle leggi garantendo il diritto di contradditorio ma soprattutto applicazione delle sentenze definite. Per tutto ciò siamo vicini al giovane Sindaco di Licata Angelo Cambiano.
“Bene ha fatto la Procura di Agrigento ad aprire un’inchiesta sull’incendio che ha danneggiato gravemente la villa in campagna del sindaco di Licata Angelo Cambiano intestata al padre”. A dirlo é il deputato nazionale del Partito democratico Antonino Moscatt dopo aver appreso la notizia durante un incontro elettorale. “Non è la prima volta che i sindaci della provincia di Agrigento, in modo diretto o indiretto, subiscono delle intimidazioni. Conosco le difficoltà di chi, da primo cittadino, cerca di far rispettare le regole. Ad Angelo Cambiano uomo e politico va tutta la mia vicinanza e sincera solidarietà per l’atto subito”.
“Intendiamo non lasciare solo il Sindaco in questo momento così difficile per tutta la nostra comunità. Siamo sempre più convinti che è diventato urgente che lo Stato ricostruisca una forte rete di presidio e controllo affinché questi episodi non si ripetano più. Noi consiglieri d’opposizione, quale forza democratica della nostra città, in un momento storico ove il lavoro degli amministratori locali, amministratori di frontiera e più vicini alla gente, è caratterizzato da sacrifici e da enormi assunzioni di responsabilità, desideriamo ribadire la nostra solidarietà al Sindaco e la nostra fermezza nella condanna del violento atto di ieri. Confidiamo nelle forze dell’ordine affinché si faccia presto luce sull’accaduto, consegnando alla giustizia gli autori del vile gesto.”
Violetta Callea
M. Antonietta Grillo
Laura Termini
Francesco Moscato
Giada Bennici
Alessio Munda
Enzo Sica
Tiziana Sciria
Toni Terranova
Angelo Vincenti
Lillo Scrimali
Piera Di Franco
Giuseppe Russotto
“L’attentato incendiario alla famiglia del sindaco di Licata è un’offesa lancinante a tutti gli amministratori pubblici di un Paese che si professa civile”. Lo ha detto il sindaco di Gela, Domenico Messinese, commentando l’atto intimidatorio subito dal primo cittadino di Licata, Angelo Cambiano. “Esprimo sdegno per le codardie perpetrate – ha continuato Messinese – e auspico che le forze dell’ordine possano individuare ed assicurare alla giustizia gli autori di simili barbarie. Porgo la mia solidarietà e quella del Comune di Gela ad Angelo Cambiano – ha concluso -, affinché senta la vicinanza di quegli amministratori che, in prima linea, lavorano per il rispetto dei principi dello Stato”.
“Siamo vicini al sindaco Angelo Cambiano per il vile attentato subito ieri sera e per il grave isolamento che sta subendo. Ben venga la solidarietà annunciata per oggi dai sindaci della provincia di Agrigento e la visita del Ministro Alfano. Ma se davvero si vuole dimostrare di stare dalla parte della legalità, serve una forte e inequivocabile assunzione di responsabilità da parte della politica locale, regionale e nazionale, che ogni giorno nutrono invece le vane speranze degli abusivi con falsi alibi per non demolire o con assurde ipotesi di condono edilizio”. Questa la dichiarazione di Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, all’indomani dell’atto incendiario che ha colpito la casa del padre del sindaco di Licata, impegnato nell’esecuzione degli abbattimenti delle case abusive lungo la spiaggia nella frazione di Torre di Gaffe.
Già da alcune settimane Legambiente ha dato al sindaco il proprio pieno appoggio. L’associazione, nell’ambito della sua campagna nazionale Abbatti l’abuso, sta lavorando da mesi per fermare tentativi legislativi scellerati che provano a bloccare l’azione delle Procure, in particolare il Ddl Falanga in discussione alla Camera, e per chiamare i sindaci interessati dalle demolizioni a uscire dall’ombra, facendo quello che sta facendo il primo cittadino di Licata. Intanto, all’Assemblea Regionale Siciliana sono all’ordine del giorno alcuni emendamenti a firma di Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani e oggi deputato, che vorrebbero condonare le case abusive costruite nei 150 metri dalla battigia, sottoposti dalla legge regionale 70 del 1976 a vincolo di inedificabilità assoluta.
“E’ l’ennesimo tentativo farsa che qui in Sicilia, come già in Campania, i politici pro-abusivi fanno per tenersi buono l’elettorato. Si tratta di provvedimenti talmente fantasiosi, oltreché palesemente incostituzionali, che non hanno alcuna possibilità di diventare leggi – spiega Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente-. Sono però atti di assoluta irresponsabilità, che concorrono ad alimentare le manifestazioni di violenza, come quelle che da settimane imperversano a Licata. Chiediamo all’on. Fazio di ritirare i suoi emendamenti e all’Ars di pronunciarsi senza equivoci contro ogni futura ipotesi di condono e a favore del ripristino della legalità in tutti i Comuni dell’Isola interessati dalle demolizioni. Così come alla Camera dei Deputati di respingere al mittente il Ddl Falanga”.
Esprimiamo massima solidarietà al sindaco di Licata, Angelo Cambiano, per il vile atto intimidatorio di cui è stato vittima. Ci stringiamo attorno ad un rappresentante delle istituzioni la cui vita personale continua ad essere minacciata poiché ha semplicemente scelto di percorrere la strada della buona amministrazione, di una amministrazione rispettosa della legalità e delle regole. Nonostante l’amarezza che emerge da tali continui gesti inconsulti messi a segno nei confronti di chi con senso di responsabilità e quotidiano impegno rappresenta interi territori, siamo convinti che l’unione tra enti ed istituzioni e la indefessa lotta contro la criminalità ed il malaffare rappresentino la migliore risposta contro minoranze i cui atteggiamenti stridono rispetto al profondo senso di legalità che caratterizza le nostre comunità. Firmato i sindaci dei Comuni di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, Pachino, Roberto Bruno Aidone, Enzo Lacchiana, Mussomeli, Giuseppe Catania, Mazzarino, Enzo Marino, Pedara, Antonio Fallica, San Vito Lo Capo, Salvatore Rizzo
A seguito dell’ attentato incendiario subito dal sindaco di Licata Angelo Cambiano, l’ ex sindaco di Licata, Angelo Balsamo, e la consigliere comunale Anna Triglia, dichiarano : “Esprimiamo totale solidarietà e vicinanza ad Angelo Cambiano ed alla sua famiglia per il gesto inqualificabile di cui è stato vittima. La Città è offesa e mortificata da chi ha perpetrato questa condotta criminosa ed infame. Pertanto il nostro sdegno è massimo anche perchè tale episodio ha ulteriormente sconvolto l’intera comunità alimentando pessimismo e senso di sconfitta. Ribadendo la piena solidarietà al nostro Sindaco auspichiamo che l’intera Città gli si stringa attorno, e gli restituisca quella serenità indispensabile affinchè possa svolgere le importanti e delicate funzioni a cui è stato delegato dalla volontà popolare”.

















