al carcere di Agrigento e alla Casa di reclusione di San Cataldo, continua oggi la campagna di iscrizione al Partito radicale e la raccolta firme per la proposta di legge sulla separazione delle carriere tra pm e giudice, che andra’ avanti in Sicilia fino al 13 agosto. Oggi, tra l’altro, tappa a Racalmuto alla fondazione Leonardo Sciascia.
Alla guida delle delegazione, Rita Bernardini. “Quella di San Cataldo e’ una struttura carceraria fatiscente e senza risorse finalizzate al trattamento rieducativo, manca il lavoro. Ci sono condannati definitivi – ha detto l’esponente radicale – quasi tutti molto giovani che devono scontare pochi anni di pena. Non c’e’ lavoro per i detenuti, sembra di essere in una fabbrica dismessa. Da quando siamo venuti a visitare San Cataldo con il compagno radicale Gianmarco Ciccarelli nel 2012 la situazione non e’ cambiata, ci troviamo nella stessa condizione di totale illegalita’”.Nel carcere di Agrigento, dove sono state raccolte 75 firme, accompagnavano la delegazione radicale gli avvocati Giovanni Salvaggio e Gianfranco Pilato, della Camera penale di Agrigento.


















