“L’amministrazione comunale e tutta la città è vicina al dolore che ha colpito la famiglia del nostro concittadino deceduto mentre era al lavoro.
Favara si fermerà il giorno dei funerali del nostro concittadino Gaetano Cammilleri, per essere vicini ai suoi familiari Chiamerò il sindaco di Naro, per fare in modo di essere presenti alla celebrazione del funerale di Francesco Gallo altra vittima del lavoro compagno di Gaetano”.

Questo il messaggio di cordoglio del sindaco Anna Alba rivolto ai familiari di Gaetano Cammilleri, 55 anni, l’operaio morto questa mattina nel tragico incidente di Naro.
Sul tragico incidente verificatosi ieri mattina alla diga Furore, a Naro, costata la vita a due operai, uno proprio di Naro, l’altro di Favara, interviene con una dura nota affidata ai media, il sindaco Ggil di Agrigento.


“Come CGIL, oltre a stringerci commossi ai Familiari di Francesco Gallo e Gaetano Cammileri, non possiamo che ribadire che per Noi non esistono “tragiche fatalità”: dietro ogni morte sul lavoro ci sono precise inosservanze degli obblighi di sicurezza.

In generale, ci sono responsabilità del sistema delle imprese, così come esiste anche un problema culturale dei lavoratori, unito anche allo “stato di necessità” che spesso li costringe ad accettare ed eseguire un lavoro anche in condizioni di estremo rischio.

Questa volta il “datore di lavoro” è un soggetto pubblico, la Regione, per cui ancora più grave ed urgente diventa accertare omissioni e responsabilità.

Le dighe siciliane da troppo tempo sono in stato di abbandono, lo denunciamo inascoltati da troppo tempo ed il suo personale insufficiente, così come scarsi gli investimenti in manutenzione e sicurezza complessiva.

C’è anche un deficit di controlli e di sanzioni da parte dell’apparato dello Stato e della Regione preposto, spesso senza mezzi e uomini che, proclami a parte, resta ben al di sotto delle esigenze.

Ma questa “mattanza” deve finire: 3 morti al giorno sono un “sacrificio umano” non sopportabile. Deve affermarsi una “cultura della sicurezza”, occorre che la sicurezza non venga considerato solo un costo ma un valore, perché la vita non ha ne può avere un prezzo!

Anche in questo caso, ci auguriamo che si faccia piena luce e chi ha responsabilità paghi, perché anche questo serva come deterrente per tutti quelli che pensano che proteggere i lavoratori sia un “optional”.

Sgomento, dolore e cordoglio, sono stati espressi dal Commissario Straordinario Maria Grazia Brandara, nell’apprendere della tragica notizia relativa alla morte di due operai precipitati da una piattaforma, sulla quale stavano lavorando, all’interno del sovrappieno della “diga Furore” di Naro.

I due operai deceduti sono Franco Gallo, 50 anni di Naro, paese d’origine de Commissario, e Gaetano Cammilleri, 55 anni di Favara

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Giovanni Panepinto parlamentare regionale esprime vicinanza e dolore alle famiglie per l’immane tragedia di Naro che ha visto la morte di due operai innocenti.

“Il primo pensiero va alle famiglie dei due operai vittime di questo incidente del lavoro che è assurdo e provoca tristezza nei cuori di tutti noi.

A questo punto invito tutte le forze politiche ad interrogarsi sul perché ancora una volta ad Agrigento purtroppo non è il primo caso,perdono la vita lavoratori che sono coinvolti in questi incidenti letali.

Ripeto tutta la politica e tutte le Istituzioni devono interrogarsi profondamente per la sicurezza e la prevenzione massima su tutti i luoghi di lavoro presenti ad Agrigento e in tutta la Sicilia.”

“Ancora due morti sul lavoro per la nostra martoriata terra mentre la politica sembra troppo concentrata alla ricerca dei consensi, per l’ormai imminente appuntamento elettorale, dimenticando di salvaguardare la propria gente”.
Ad unirsi all’accorato appello del Segretario Provinciale della Confael, Manlio Cardella è il consigliere comunale di Agrigento, Nuccia Palermo, che sottolinea come sia ormai necessario fare un punto della situazione sullo stato in cui versano gli organi di controllo.
“La politica non può limitarsi a semplici comunicati di cordoglio che salvano solo di facciata la coscienza – scrive Nuccia Palermo – perché per fare una prevenzione seria, cercando di azzerare o quanto meno ridurre il più possibile le morti bianche sul posto di lavoro, bisogna far si che il personale di servizio dedicato lavori in maniera organizzata. Il silenzio di una politica distratta non fa altro che renderla complice di un sistema che uccide letteralmente i suoi figli”.
“Troppo spesso si parla di carenza di risorse economiche e carenza di risorse umane con carattere tecnico-specialistiche – insiste ancora il Consigliere Nuccia Palermo – e sulla base di ciò concordiamo con Manlio Cardella nella necessità urgente di verificare l’organizzazione di tutti gli organi di controllo compresi quegli organismi paritetici, di natura contrattuale e finanziati dalle imprese, dediti alla prevenzione degli infortuni e alla formazione. Oggi il primo passo non può che essere, dunque, quello di capire quali sono e dove sono le falle nel sistema della prevenzione”.
“Chiedo un’operazione verità su un tema caldo – conclude Nuccia Palermo – avente ad oggetto una problematica che tocca il profilo umano e sociale. Come politico e rappresentante del territorio nel porgere le condoglianze alle famiglie dei due lavoratori, Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri, reclamo un incontro urgente, insieme alla Confael e alle altre sigle sindacali, con il Prefetto Nicola Diomede. Non possiamo e non dobbiamo più permettere che la nostra gente muoia in un modo così assurdo”.

La Uil Sicilia con Claudio Barone – Segretario Generale UIL Sicilia – e Gero Acquisto – Segretario Generale Uil Agrigento esprimono profonda vicinanza alle famiglie dei due operai morti questa mattina mentre lavoravano all’impianto idrico della diga Furore di Naro.
“Siamo vicini innanzi tutto alle famiglie per questa ennesima tragedia che lascia sgomenti e profondamente colpiti tutti noi. Una tragedia che era evitabile per queste vittime innocenti che nell’espletare il proprio lavoro ci hanno rimesso la vita.
E’ chiaro che aspettiamo di sapere e capire meglio la dinamica, ma in provincia di Agrigento negli ultimi anni troppi lavoratori sono morti sui posti di lavoro, ed è chiaro che il rispetto della normativa sulla sicurezza e sulla prevenzione sono imprescindibili, non è possibile che questa conta crudele ed immane nel 2017 debba toccare ancora la provincia agrigentina così pesantemente a lavoratori realmente incolpevoli.”