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Internet: il mondo dove le leggi si incontrano

Scritto da il 31 ottobre 2019, alle 02:02 | archiviato in Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

La legge, dopo l’avvento di Internet, ha subito delle importanti evoluzioni.

Esse sono principalmente dovute al cambiamento di molti aspetti legati a varie sfere di legislazione, a cominciare dalla privacy – con il trattamento dei dati personali -, dal diritto di accesso e dal superamento del “digital divide”, fino al campo delle transazioni online e del copyright. Al centro dell’interesse del legislatore ci sono anche l’annosa questione del diritto d’autore, le problematiche legate, ad esempio, ai diritti del consumatore – come il recesso e la sostituzione di un bene -, nonché la libertà costituzionale di espressione, lo spamming e i nuovi eventuali reati diffusi tramite il web.

Le riforme legislative di settore sono dunque in costante evoluzione e, di conseguenza, la branca che si occupa di questo fenomeno è in continua espansione, tanto da avere conquistato un proprio nome, ovvero quello di “diritto dell’informatica e del web”.                     Si tratta di un campo di studi – preliminare alla successiva applicazione – che oggi è al centro non solo di corsi di laurea dedicati, ma anche di master, specializzazioni e corsi di formazione, con tanto di applicazioni specialistiche in base al settore.

In primis, rispetto ai campi di innovazione legislativa, va considerato l’utilizzo dei dati personali, secondo le nuove norme UE, dato che si parla di esso fin dalle prime riforme della privacy.

Ad esempio, è bene sapere che ora l’utilizzo degli stessi dati, inseriti dall’utente al momento di una qualsiasi registrazione, sono riutilizzabili da enti e organizzazioni, quando:

 

  • l viene stipulato un contratto di fornitura di beni o servizi
  • l in caso di interesse vitale dell’utente rispetto al trattamento dei dati stessi
  • l in caso di interessi legittimi
  • l in caso di trasmissione al fine di eseguire compiti di natura pubblica
  • l in caso di conformità a un qualsiasi altro compito giuridico, come ad esempio quello legato al rapporto tra datore di lavoro ed ente previdenziale

 

Tra gli altri campi più importanti di applicazione delle nuove normative legate al web troviamo quella del copyright che oggi, secondo le disposizioni dell’UE, cerca di difendere gli interessi dei vari editori, artisti, autori e giornalisti nei confronti di piattaforme importanti di pubblicazione, come Google, Youtube e anche Facebook.

Visto poi che al centro dell’attenzione c’è anche il comparto dell’intrattenimento e del gioco online, anche le innovazioni normative in tal senso sono importanti, anche a fronte di un dato statistico che vede calare la pirateria dal 49 al 45 per cento, e con esso la diffusione di software illegali. Quanto al gioco da casinò online nello specifico, ovvero una tra le attività preferite dal popolo del web in Italia – con una percentuale di crescita di oltre 12 punti tra il giugno del 2018 e il giugno del 2019-, anch’esso è strettamente regolamentato dalle autorità. Si tratta infatti di un settore che ha ricevuto nuovi input dal Decreto Balduzzi e poi dal Decreto Dignità, e che in ogni caso vede collegata la sua legalità all’ottenimento della licenza ADM (Agenzia Dogane e Monopoli). Quest’ultima permette infatti agli operatori e bookmakers online di operare in Italia a prova di legge e dunque anche agli utenti di sapere, grazie al marchio collegato, se, ad esempio, 888 casinò è un operatore che rispetta i requisiti legali italiani, e con esso tutti gli altri presenti in circolazione.

Un focus legale sui social network, la rivoluzione telematica del momento

 

Rispetto anche al dilagante fenomeno dei social network, va specificato che uno dei presunti reati più diffusi in connessione all’uso degli stessi è quello della diffamazione, anche a mezzo virtuale.

La legge a questo proposito si rifà all’articolo 595 del Codice Penale, il quale sostiene che “l’offesa dell’altrui reputazione” è punibile con la reclusione fino a un anno e con una multa fino a 1032 euro; a questo proposito, secondo la Corte di Cassazione, basta un’offesa pubblicata a mezzo web per far sussistere il reato di diffamazione.

Non mancano nuovi reati, sempre connessi all’uso dei social – ma non soltanto – come ad esempio la recente fattispecie del “revenge porn”, introdotta il 9 agosto del 2019 (con l’articolo 10 della legge 69), per punire coloro che diffondono materiale (foto e video) hard, senza consenso da parte dell’interessato.



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